“A seguito del grave attacco al complesso della Chiesa della Sacra Famiglia a Gaza, il cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca Latino di Gerusalemme, insieme a Teofilo III, Patriarca Greco-Ortodosso di Gerusalemme, sono entrati questa mattina a Gaza come parte di una delegazione ecclesiastica, esprimendo la comune sollecitudine pastorale delle Chiese di Terra Santa e la loro preoccupazione per la comunità di Gaza”. Lo fa sapere un comunicato del Patriarcato latino. La delegazione ha fatto visita ai feriti ed introdotto tonnellate di aiuti umanitari, da destinare a tutti, indipendentemente dal credo religioso.
“Durante la loro permanenza – si spiega -, la delegazione incontrerà i membri della comunità cristiana locale, porgerà le condoglianze e la solidarietà e sarà al fianco di coloro che sono stati colpiti dai recenti eventi. Il Cardinale Pizzaballa valuterà personalmente le esigenze umanitarie e pastorali della comunità, per contribuire a guidare la presenza e la risposta continua della Chiesa. Il Patriarcato Latino rimane saldo nel suo impegno nei confronti della comunità cristiana e dell’intera popolazione di Gaza. Non saranno dimenticati, né abbandonati”. “Questa mattina Papa Leone XIV ha chiamato il Patriarca latino di Gerusalemme, il card. Pierbattista Pizzaballa, per sincerarsi della situazione a Gaza, dove Sua Beatitudine è in visita, e delle condizioni di P. Romanelli e delle altre persone ferite nel corso dell’attacco ingiustificabile che ieri ha colpito la Parrocchia della Sacra Famiglia. Ha espresso il suo sostegno e il suo affetto a tutta la comunità.
Dopo la telefonata di sostegno al card. Pizzaballa, Papa Leone “ha contattato anche il provinciale dell’Istituto del Verbo Incarnato, Padre Carlos Ferrero, a cui appartiene padre Gabriel Romanelli”, il parroco di Gaza ferito ieri, “manifestando la sua vicinanza anche a quanti della comunità, fedeli e religiosi, erano con lui”. Lo rende noto la sala stampa vaticana. “A tutti loro – aggiunge – Papa Leone assicura la sua preghiera e il suo incessante impegno per la pace, unica via che preserva l’umanità di tutte le parti”.
Intanto proprio ieri Netanyahu ha chiamato telefonicamente il papa manifestando il proprio rammarico per i fatti della chiesa cattolica di Gaza, defindoli “un tragico errore”. Il papa a chiesto un cessate il fuoco e la rapida fine del conflitto. Netanyahu ha risposto che si sarebbe vicini ad un accordo con Hamas, anche per la liberazione degli ostaggi. Ha poi invitato il pontefice ad una visita ufficiale a Tel Aviv.
“Papa Leone – ha detto ancora il patriarca – ha ripetuto più volte che è ora di finire con questa strage e che quello che è accaduto è ingiustificabile e bisogna fare in modo che non ci siano più vittime. A nome del Patriarcato latino ma anche di tutte le Chiese di Terra Santa, vogliamo ringraziare Sua Santità per questa vicinanza, per la preghiera di cui eravamo già assicurati anche in precedenza e gli assicuriamo anche da parte di tutta la comunità di Gaza, fratelli e sorelle, sacerdoti, religiosi e religiose, la preghiera e un ringraziamento”.
Intanto secondo Al Arabiya il Mossad avrebbe chiesto l’ok Usa per deportare i palestinesi in Etiopia, Indonesia e Libia.

