L’eccidio di Pietransieri (noto anche come eccidio dei Limmari) fu una strage nazista compiuta il 21 novembre 1943 nella frazione di Pietransieri, nel comune di Roccaraso (provincia dell’Aquila, Abruzzo). Durante la Seconda Guerra Mondiale, gli abitanti di Pietransieri, disubbidendo all’ordine di evacuazione tedesco, si erano rifugiati in alcuni casolari sparsi nella zona montana circostante, in particolare nella località chiamata “Limmari”. A seguito dell’uccisione di due soldati tedeschi da parte di ignoti, le truppe naziste, per rappresaglia, rastrellarono l’area. Il 21 novembre 1943, i soldati tedeschi raggiunsero i casolari e massacrarono sistematicamente chiunque incontrassero, inclusi donne, anziani e bambini. Le vittime furono mitragliate e alcune furono dilaniate con delle mine.
Il numero totale delle vittime accertate dell’eccidio, inclusi alcuni omicidi avvenuti nei giorni immediatamente precedenti (dal 12 novembre), è di 128 civili inermi. Tra essi vi erano 42 bambini. Solo due bambini, Virginia Macerelli e Flavio De Matteis, entrambi gravemente feriti, sopravvissero nascondendosi o rimanendo sotto i corpi dei loro familiari.
L’eccidio è stato a lungo considerato una “strage dimenticata”. Solo dopo molti decenni sono stati avviati procedimenti legali. Di recente (nel 2024), la Germania è stata condannata a risarcire i parenti delle vittime con 4 milioni di euro, a 82 anni di distanza dai fatti.
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