La Conferenza Episcopale Italiana (CEI) ha espresso una ferma opposizione al riarmo globale e all’aumento delle spese militari, sottolineando che la difesa non deve diventare un pretesto per una corsa agli armamenti.
In una nota pastorale diffusa qualche giorno fa, intitolata “Educare a una pace disarmata e disarmante”, i vescovi italiani hanno rilanciato l’alternativa evangelica della pace, chiedendo di disinvestire dalle armi.
I punti chiave della posizione della CEI includono:Riduzione delle spese militari: La CEI ha chiesto una diminuzione degli investimenti in armamenti, in controtendenza rispetto agli impegni presi dall’Italia in sede NATO di destinare il 2% del PIL alla difesa.
Promozione del disarmo: I vescovi si sono espressi a favore del disarmo, in linea con gli appelli di Papa Francesco per un mondo libero da armi nucleari.
Servizio civile obbligatorio: È stata avanzata la proposta di rendere il servizio civile un’opzione obbligatoria, come alternativa al servizio militare, per promuovere percorsi di pace. I cappellani militari dovrebbe inoltre dismettere le stellette
Boicottaggio etico: Alcuni esponenti, come il vescovo Giovanni Ricchiuti, hanno suggerito il boicottaggio delle aziende che traggono profitto dalla produzione di armi. La posizione della CEI rappresenta una netta presa di distanza dalla politica del governo italiano e dell’Unione Europea in materia di difesa e spese militari, evidenziando la necessità di “preparare la pace, non la guerra”.

