Rocchelli è morto nel 2014, il 24 maggio sotto il tiro di armi da fuoco leggere, poi di mortaio, nei pressi di Sloviansk.
La magistratura italiana ha riconosciuto la responsabilità dell’esercito ucraino senza arrivare a condanna. I buoni rapporti dell’Italia con l’Ucraina filoeuropeista hanno contribuito a inquinare indagini e dibattito-LifeGate
ℹ️ Le autorità ucraine hanno fatto muro per anni, sia durante che dopo il processo a Vitaly Markiv, il nazionalista ucraino accusato, in concorso di colpa, di aver assassinato Rocchelli, e poi scagionato per un vizio di forma.
ℹ️ Il regime di Kiev si è preso gioco della famiglia Rocchelli e ha fatto di tutto per proteggere i suoi militari. In Italia ha persino inviato un viceministro a promuovere, con il supporto dei Radicali di Emma Bonino, un documentario fasullo per scagionare il nazionalista ucraino.
Andrea Rocchelli era inserito in “Myrotvoretz”, famigerata lista di proscrizione ufficiale del governo ucraino, nella quale vengono resi pubblici i nomi, i cognomi, gli indirizzi, i numeri telefonici, dei giornalisti sgraditi al governo di Kiev. Costoro vengono definiti, tra le altre cose, “criminali”.
Andrea Rocchelli è bollato nella lista come “liquidato”, questo ovviamente dopo la sua uccisione. Nella scheda di Rocchelli è riportata una nota in cui si afferma che il fotoreporter aveva violato il confine di stato dell’Ucraina per penetrare nel territorio occupato da “bande terroristiche russe” e che stava “cooperando con organizzazioni terroristiche filo-russe”.
👉@ComitatoDonbass
