Carlo Seclì
La nota vicenda sulla liberazione del torturatore libico Almasri, funzionario del governo e capo della polizia libica di un centro di detenzione amministrativo in Libia, ha dato luogo a un’indagine della Corte Penale Internazionale nei confronti del governo italiano, sul suo operato. Tuttavia, come evidenziato da numerosi giuristi e dalle opposizioni, il ministro della giustizia Nordio avrebbe benissimo potuto emanare un nuovo ordine di arresto, anche senza la notifica del mandato di cattura per crimini contro l’umanità da parte della Cpi. La situazione diventa leggermente più oscura dal momento che si sovrappongono sempre più voci su un possibile deliberato diniego da parte dello stesso ministro di eseguire il provvedimento della Corte, semplicemente ignorandolo e facendo scadere i termini della custodia cautelare. L’informativa di iscrizione nel registro degli indagati, giunta alla premier Meloni, a Nordio e al ministro degli interni Piantedosi, ad opera del giudice Lo Voi (giudice ricordato per essere più vicino alle posizioni della destra), è un atto incontestabile considerando che Giorgia Meloni ha sempre dichiarato di voler “dare la caccia ai trafficanti di esseri umani in tutto il blocco terracqueo” (Almasri non è un trafficante ma è un criminale accertato che ha legami con numerosi trafficanti). Tale vicenda ha provocato la sospensione dei lavori in Parlamento sulla riforma della giustizia e un infuocato scontro tra le opposizioni compatte contro Nordio e Piantedosi, che invece hanno fornito versioni contraddittorie tra loro riguardo questo caso scandaloso.
In tutta questa storia è certo che Giorgia Meloni avrà una credibilità molto più ridotta sul tema della lotta all’immigrazione clandestina, tanto sbandierato dalla destra come proprio cavallo di battaglia, anche alla luce del disastroso investimento nei centri di detenzione amministrativa in Albania (costati circa 1 miliardo di euro di tasse), che ora lei e i suoi colleghi vorrebbero riconvertire in Cpr. L’immigrazione intanto, a gennaio 2025, è aumentata del 135% rispetto al gennaio 2024 (3368 sbarchi contro 2258),con un incremento degli arrivi irregolari pari 43% nell’ultimo anno.

