Crocifisso Aloisi
Il quotidiano perde il pelo (e tanti lettori) ma non il vizio..Ieri abbiamo assistito all’ennesima provocazione/denigrazione, spacciata per informazione (disinformazione), sulle pagine del solito quotidiano pugliese in merito alla faccenda Xylella.
Ennesimo attacco a cittadini, associazioni finanche istituzioni (provincia, comuni, organi di polizia, ecc.ecc.) rappresentate nell’articolo come entità complottiste negazioniste. In realtà stiamo parlando di persone (dotate anche di titoli o competenze appropriate che non si sono certamente messi d’accordo vista anche l’enorme quantità e la disparità di soggetti coinvolti) che si pongono domande e chiedono, alle autorità preposte d’ufficio alla risoluzione del problema disseccamento, di dare spiegazioni sulle tante contraddizioni e aspetti torbidi della faccenda xylella: questo non può certamente essere un reato né essere causa di reati.
La nostra manifestazione di pensiero è libera e chiunque vi ha aderito liberamente senza alcuna condizione.Per questa ricerca di verità continuiamo a subire pressioni e calunnie di ogni genere, fino al punto che ci è stato anche rinfacciato di essere responsabili del disastro e di aver diffuso notizie non vere su questa vicenda: docenti universitari, costituzionalisti, tecnici, cittadini ricercatori e giornalisti non allineati continuano ad essere apostrofati in tutti i modi, da complottisti e negazionisti fino a santoni, zulù (ex min. Centinaio) e sciamani. Adesso anche gli organi inquirenti e i magistrati subiscono lo stesso trattamento mediatico.Ovviamente mai nessuna denuncia è seguita a queste ridicole minacce, né per diffusione di notizie false né per diffusione di malattie vegetali (e questo la dice lunga sulla fondatezza delle accuse e denigrazioni che ciclicamente ci rivolge il giornalista kamikaze di turno).
Evidentemente risulta più comodo offendere e lanciare accuse gratuite piuttosto che dare spiegazioni alle tante domande che ancora gravitano come macigni sull’intera vicenda Xylella.È grave che commentatori e giornalisti continuino pericolosamente a soffiare sul fuoco della disperazione di chi ha perso tutto alimentando così pericolose tensioni. Ancora più grave se a parlare in questo modo sono uomini di Stato, rappresentanti delle istituzioni, che dovrebbero agire nel rispetto scrupoloso della Costituzione e di una istituzione qual è la Magistratura ed i suoi organi inquirenti. Il sospetto è che qualcuno sa di poter fare poco o nulla per rimediare ai tanti errori commessi e sta cercando di scaricare le proprie responsabilità. Ma è anche la disperazione di chi sa che si è giocato tutte le carte sul tavolo della credibilità e non ha più argomenti per far cambiare idea alla maggioranza dell’opinione pubblica che ha ben compreso che la narrazione ufficiale in merito al disseccamento/xylella fa acqua da tutte le parti e che dietro l’affaire xylella ci sono molti interrogativi che attendono risposte.

