Ermal Meta. “Stella Stellina” è la storia del genocidio dei bambini palestinesi

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Ermal Meta. “Stella Stellina” è la storia del genocidio dei bambini palestinesi

Manuel M Buccarella

Sul palco dell’Ariston al Festival della Canzone Italiana di Sanremo ieri Ermal Meta ha portato la sua canzone, intitolata “Stella Stellina”. Un pezzo diverso dal solito, si sono sentite sonorità tipicamente balcaniche. Non dimentichiamo che il nostro viene dall’Albania: è nato a Fier il 20 aprile 1981, ma all’età di tredici anni si è trasferito con la madre, il fratello e la sorella a Bari,troncando ogni rapporto con il padre, da lui definito violento e cui ha dedicato il bellissimo brano “Vietato morire”, che ha raggiunto il terzo posto a Sanremo nel 2017.

“Stella Stellina” nasce per “raccontare l’impotenza di fronte a una vita giovane che viene stroncata per la brutalità dell’essere umano”. “Stella stellina” è la ninna nanna che assume un significato diverso, quando dedichi ad una piccola bimba che non c’è più a causa degli orrori della guerra.L’artista immagina la storia di una bambina palestinese senza nome la cui vita è stata stroncata. E la racconta dal punto di vista di un uomo, che si ritrova tra le mani la sua bambola.

Ieri sera Ermal Meta ha portato la canzone davanti al pubblico dell’Ariston e della televisione, non nuovo a trasmettere emozioni con la sua grande sensibilità.

“La protagonista di Stella stellina è una bambina senza nome, ma forse ha tutti i nomi. Aysha, Amal, Layla, Nour, Hind, che importa, forse niente, forse tutto. Figlie di nessuno, figlie di tutti”. Amal Alyan aveva appena 2 settimane quando è stata uccisa a Gaza il 2 aprile2025, nella clinica UNRWA di Jabalia.Quel giorno Israele ha colpito una clinica e ha bruciato vive 19 persone, 9 bambini, tra cui Amal.

La canzone si conclude, significativamente, così, con un piccolo omaggio a Fabrizio De André.

“Non basta una preghiera
Per non pensarci più
Dalla collina verrà una primavera
Nel vento della sera ci sarai pure tu
Non ti ho dimenticato
Aspetto il tuo ritorno
Come le farfalle
Hai vissuto solo un giorno”

Al termine dell’esibizione il cantautore italo albanese ha detto:” i bambini non devono stare zitti, devono gridare!”.

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