Il 26 gennaio 1917 a Santa Maria La Longa, in provincia di Udine, durante la prima guerra mondiale, il “poeta soldato” Giuseppe Ungaretti (1888 – 1970) compone Cielo e Mare, cinque versi: “M’illumino / d’immenso / con un breve / moto / di sguardi” che andranno poi inseriti nella raccolta L’Allegria (1914-1919) col titolo di Mattina e con tre versi in meno “M’illumino / d’immenso”.
Nasce così la poesia più breve più conosciuta in Italia, espressione della corrente ermetica.
Il grande poeta e scrittore italiano vuole esprimere, con pochissimi versi, la sensazione d’infinito che la prima luce del giorno consegna ad un essere finito, anche nella sua durata terreno, quale è un essere umano. Insomma la natura è espressione di grandezza, conforto con la sua luce ed i suoi colori. Il significato di questo brevissimo componimento va letto anche nel contesto in cui è stato concepito, che è quello di una guerra.
