Il Commissario per i Diritti Umani del Consiglio d’Europa avvisa l’Italia: non approvate il ddl sicurezza, violerebbe i  diritti fondamentali

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Il Commissario per i Diritti Umani del Consiglio d’Europa avvisa l’Italia: non approvate il ddl sicurezza, violerebbe i  diritti fondamentali

Dopo le preoccupazioni espresse in occasione del dibattito sul DDL sicurezza alla Camera dall’ufficio diritti umani e democrazia dell’OSCE, è arrivata negli scorsi giorni anche la posizione del Commissario per i Diritti Umani del Consiglio D’Europa, Michael O’Flaherty.

Già nei giorni scorsi decine di reti, associazioni e organizzazioni per i diritti umani e civili in Europa avevano sottoscritto una dichiarazione comune sul diritto alla protesta e contro il ddl, mentre la società civile italiana ha animato, con oltre 200 sigle, una grande manifestazione nazionale che ha attraversato la città di Roma con 100.000 partecipanti lo scorso 14 dicembre.

Con una lettera inviata nei giorni scorsi al presidente del Senato Ignazio La Russa, https://rm.coe.int/letter-to-president-of-the-senate-italy-by-michael-o-flaherty-council-/1680b2e8d7 e resa pubblica, si sottolinea come gran parte degli articoli del ddl in questione rischiano di violare o contraddire i diritti fondamentali, tra i quali il diritto alla libertà di espressione e di riunione pacifica riconosciuti da convenzioni internazionali di cui l’Italia è parte, tra cui la Convenzione Europea sui Diritti Umani. In particolare il Commissario per i Diritti Umani sottolinea come il Ddl 1236 estenda in maniera eccessiva le restrizioni alla possibilità di intervenire in riunioni pubbliche o le sanzioni penali contro individui che partecipano a proteste pacifiche.

Preoccupano in particolare: l‘articolo 14 sui blocchi stradali; l’articolo 11 sulle aggravanti per reati commessi all’interno o in prossimità di stazioni ferroviarie o della metropolitana; l’articolo 13 sulla possibilità di impedire accesso a talune aree in prossimità di infrastrutture di trasporto; l’articolo 24, che introduce pene detentive per la “deturpazione” di edifici o beni di pubblica utilità; l’articolo 26, che introduce il reato di rivolta carceraria e l’articolo 27, che introduce il reato di rivolta in centri di detenzione per migranti .

“Ritengo – dice la lettera- che queste disposizioni, che introducono reati definiti in termini vaghi e includono altre severe restrizioni, creino spazio per un’applicazione arbitraria e sproporzionata, colpendo attività che rappresentano un legittimo esercizio della libertà di riunione o espressione pacifica. In particolare, prevedendo l’imposizione di pene detentive significative per la sola partecipazione a manifestazioni che potrebbero non essere state violente o aver causato danni, il disegno di legge 1236 impone restrizioni che potrebbero non essere coerenti con i requisiti della Convenzione. Inoltre, crea un effetto di raffreddamento sul legittimo esercizio delle libertà pubbliche, di cui le autorità devono tenere conto quando progettano misure legislative.”

Si aggiunge nella lettera che alcune delle misure previste sembrano essere dirette specificamente ad attivisti ambientalisti già oggetto di misure restrittive note agli uffici del Consiglio d’Europa. Il Commissario per i Diritti Umani invita pertanto a non approvare il disegno di legge a meno che non vengano apportate modifiche sostanziali. “Chiedo rispettosamente ai membri del Senato di astenersi dall’adottare il disegno di legge, a meno che non venga modificato in modo sostanziale per garantire che sia conforme agli standard del Consiglio d’Europa in materia di diritti umani.”

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