Ucraina, l’assurdo processo ai fratelli Kononovich, accusati di intelligenza con i servizi segreti russi.

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Ucraina, l’assurdo processo ai fratelli Kononovich, accusati di intelligenza con i servizi segreti russi.

Manuel M Buccarella

La polizia del Centro territoriale di reclutamento [militare] ucraino (TCC), ha arrestato il 25 febbraio scorso i fratelli Mikhail e Alexander Konovovich, non lontano dalla casa in cui sono agli arresti domiciliari. I fratelli indossavano braccialetti GPS.

Il TCC ha accusato i fratelli Kononovich di essere nella lista dei ricercati ucraini in quanto renitenti del servizio militare. Questa accusa li sottopone alla coscrizione forzata nelle Forze armate dell’Ucraina (AFU) e alla mobilitazione direttamente dal luogo di detenzione alle linee del fronte della guerra. I fratelli sono sotto false accuse dal marzo 2022, per presunto tradimento e minacce di rovesciare lo Stato, per essersi opposti alla guerra per procura degli Stati Uniti/NATO con la Russia in Ucraina.In particolare i fratelli sono accusati falsamente di collaborazione con i servizi segreti della Federazione Russa e della Bielorussia. I fratelli Kononovich sono stati denunciati per aver partecipato a una manifestazione davanti all’ambasciata degli Stati Uniti a Kiev chiedendo che gli Stati Uniti fermassero il loro espansionismo militare in Europa attraverso la NATO. Durante la loro detenzione, i fratelli sono stati sottoposti a torture ed umiliazioni.

I fratelli Kononovich, entrambi 43enni, sono membri del Comitato centrale del Partito comunista e leader del Lenin Komsomol dell’Ucraina, del Comitato antifascista dell’Ucraina e dell’Associazione dei bielorussi in Ucraina. Il loro caso si inserisce nel quadro della tremenda repressione antisindacale ed anticomunista che va avanti in Ucraina da oltre dieci anni, della quale il massacro alla Casa dei Sindacati di Odessa (durante il quale ha persino perso la vita un minorenne) e la messa al bando dei partiti di opposizione, la maggior parte dei quali sono di sinistra o centrosinistra, sono evidenti esempi.

Il Partito Comunista fu bandito una prima volta in Ucraina il 25 luglio 2015, dopo il golpe di Euromaidan del 2014, dalla Corte Amministrativa Distrettuale di Kiev, in seguito alle leggi sulla decomunistizzazione e con l’accusa di sostenere i separatisti della Repubblica popolare di Donec’k e della Repubblica popolare di Luhans’k. Il bando è stato poi approvato il 14 maggio 2022 dalla Corte d’Appello Amministrativa di Kiev. Con l’entrata in vigore della legge marziale, sempre nel 2022, il presidente Volodymyr Zelensky ha messo al bando ben 11 forze politiche di opposizione, alcune molto piccole e non rappresentate in parlamento, accusate di collaborazionismo ovvero intelligenza con il nemico russo. La più importante è Piattaforma per la Vita.

Ma ritorniamo al caso dei fratelli Kononovich. Il 13 maggio doveva celebrarsi un’udienza del processo a loro carico, spostata a ieri, 15 maggio, di cui non si conosce ancora l’esito. Vi è stata in questi mesi una forte pressione internazionale, con un appello firmato da oltre 300 persone in diversi Paesi, tra giornalisti, personalità politiche, accademiche e militari etc. per cui può ritenersi che le autorità ucraine ne risentano in qualche modo.

Esiste una legge ucraina che proibisce esplicitamente la mobilitazione dei fratelli nell’esercito, poiché i fratelli sono accusati ai sensi dell’articolo 109 del Codice penale ucraino di “azioni volte al rovesciamento forzato del potere”. Tuttavia, quando la polizia TCC della città di Lutsk è stata informata dell’ineleggibilità dei Kononovich alla mobilitazione, ha comunque preso i fratelli con la forza e la minaccia delle armi, li ha accusati di aver eluso la leva militare e ha ordinato loro di presentarsi nella città di Lutsk per sottoporsi a una visita medica e all’addestramento militare. Con il Battaglione Azov e le altre forze nazifasciste che operano all’interno dell’AFU e dello stato di polizia ucraino, un tale ordine contro gli oppositori politici comunisti è inteso, dalla prassi passata, come una decisione di esecuzione sommaria.

Il 13 maggio ai giornalisti provenienti da diversi paesi europei, giunti per seguire il processo ai fratelli Kononovich, è stato negato l’ingresso in Ucraina senza alcuna spiegazione. Il regime di Kiev censura, isola e reprime. Gli ostacoli alla libertà di informazione sono onnipresenti.

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