Secondo Middle East Eye gli Usa avrebbero inviato segretamente ad Israele centinaia di missili Hellfire prima dell’attacco all’Iran

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Secondo Middle East Eye gli Usa avrebbero inviato segretamente ad Israele centinaia di missili Hellfire prima dell’attacco all’Iran

Manuel M Buccarella

Secondo il sito di informazione Middle East Eye, con base a Londra e legami con il mondo arabo, gli Stati Uniti avrebbero consegnato segretamente centinaia di missili Hellfire a Israele prima del suo attacco senza precedenti all’Iran di venerdì. Martedì gli Stati Uniti avrebbero inviato circa 300 missili Hellfire a Israele – rivela l’organo informativo londinese – in un’ampia scorta di rifornimenti prima dell’attacco, mentre l’amministrazione Trump si diceva pronta a continuare a coinvolgere l’Iran nei colloqui sul nucleare.

Il trasferimento di una quantità così grande di missili Hellfire – continua MEE – suggerisce che l’amministrazione Trump fosse ben informata dei piani di Israele di attaccare la Repubblica Islamica dell’Iran, hanno riferito a MEE due funzionari statunitensi a condizione di mantenere l’anonimato.

L’esercito statunitense ha contribuito ad abbattere i missili iraniani diretti verso Israele, hanno riferito venerdì due funzionari statunitensi a Reuters. Gli Hellfire sono missili aria-terra a guida laser. Non sarebbero utili a Israele per bombardare gli impianti nucleari iraniani, ma per attacchi di precisione.

L’esercito israeliano ha utilizzato più di 100 velivoli nell’attacco di venerdì e ha utilizzato un sistema di tracciamento di precisione per colpire alti funzionari militari, scienziati nucleari e centri di comando.

“C’è un tempo e un luogo per gli Hellfire. Sono stati utili a Israele”, ha detto a MEE un alto funzionario della difesa statunitense. Venerdì Israele ha ucciso decine di alti funzionari e scienziati nucleari iraniani. Tra le vittime figurano: il capo del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC), il Maggiore Generale Hossein Salami; il Maggiore Generale Mohammad Bagheri, capo di stato maggiore delle forze armate iraniane; e Ali Shamkhani, stretto collaboratore della Guida Suprema dell’Iran, l’Ayatollah Ali Khamenei. L’amministrazione Trump era a conoscenza dei piani di attacco di Israele da mesi.

La notizia , che pare veritiera e plausibile, conferma la stretta ed incrollabile collaborazione di Washington e Trump con i piani bellici di Netanyahu. L’atteggiamento di Trump è chiaramente e volutamente ambiguo: sembrerebbe di capire che il tycoon statunitense abbia in qualche modo voluto far fare il lavoro sporco nei confronti dell’Iran all’acerrimo nemico israeliano, evitando di esporsi militarmente e politicamente, mentre si preparava a concludere un accordo sul nucleare iraniano. Un autentico bluff, come lo è buona parte delle politiche di Donald Trump jr.

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