Totò ed il suo ruolo senza tempo nel cinema e nella commedia italiana

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Totò ed il suo ruolo senza tempo nel cinema e nella commedia italiana

Manuel M Buccarella

Il 15 aprile 1967 si spegneva a Roma a 69 anni il principe Antonio de Curtis, in arte Totò.

Personaggio geniale e poliedrico, napoletano, ma non solo, fu un grande attore, commediografo, poeta, paroliere e sceneggiatore. Totò era nato il 15 febbraio 1898 al Rione Sanità a Napoli ed è ancora oggi, a quasi 60 anni dalla morte, uno dei più grandi esponenti della cultura italiana di tutti i tempi.Innumerevoli le pellicole,in bianco e nero ed a colori, nelle quali ha recitato da indiscusso protagonista, spesso accompagnato da altri grandi attori napoletani come i fratelli De Filippo e Nino Taranto, il romano Aldo Fabrizi. Indimenticabile anche la sua interpretazione nel film diretto da Pier Paolo Pasolini “Uccellacci e uccellini”.

La carriera cinematografica di Totò conta oltre 100 film. Capolavori e classici imprescindibili sono Miseria e Nobiltà (1954), probabilmente il suo film più iconico, diretto da Mario Mattoli, dove interpreta Felice Sciosciammocca in un’esilarante commedia degli equivoci tratta dall’opera teatrale di Eduardo Scarpetta.Guardie e Ladri (1951), diretto da Steno e Mario Monicelli, è considerato uno dei massimi esempi di neorealismo rosa, con Totò nei panni di un ladro inseguito dal brigadiere Aldo Fabrizi.

Totò, Peppino e la… Malafemmina (1956) è celebre per la scena della lettera dettata in italiano e tradotta in “napoletano” da Peppino, un classico della comicità italiana.I Soliti Ignoti (1958), capolavoro di Mario Monicelli dove Totò interpreta Dante Cruciani, l’esperto scassinatore che dà lezioni ai protagonisti, interpretati da Vittorio Gassman e Marcello Mastroianni.L’Oro di Napoli (1954), film a episodi diretto da Vittorio De Sica, dove Don Saverio Petrillo (Totò) svolge l’antica professione di “Pazzariello” e da dieci anni la sua vita è un inferno. Infatti, il guappo del Rione Sanità, Don Carmine Savarone (Pasquale Cennamo), in seguito alla morte della moglie, si è insediato a casa sua dettando legge e angariando Saverio e tutta la sua famiglia.

Totòtruffa ’62 (1961), diretto da Camillo Mastrocinque rimane tuttavia uno dei film più noti ed esilaranti, con la famosissima scena del tentativo truffaldino di vendita della Fontana di Trevi, condotto da Totò in compagnia dell’inseparabile Nino Taranto.

Ecco cosa ebbe a dire a proposito delle dittature: “Io odio i capi, odio le dittature… Durante la guerra rischiai guai seri perché in teatro feci una feroce parodia di Hitler. Non me ne sono mai pentito perché il ridicolo era l’unico mezzo a mia disposizione per contestare quel mostro. Grazie a me, per una sera almeno, la gente rise di lui. Gli feci un gran dispetto, perché il potere odia le risate, se ne sente sminuito.”

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