Manuel M Buccarella
È gravissima emergenza a Lampedusa, estremo lembo d’Italia verso l’ Africa, che nelle scorse ore ha accolto ben settemila migranti su più imbarcazioni ed in diversi momenti.
I soccorsi sono stati “di cuore”, come accade spesso da quelle parti. L’ hotspot di Lampedusa è ovviamente al collasso, essendo progettato per sole 400 persone.
La macchina della solidarietà si è prontamente attivata, anche quella dei volontari e della protezione civile, anche se vi sono state, proprio stamattina, delle cariche della polizia a danno di un gruppo di migranti. La situazione è evidentemente molto difficile e tesa.
Il ministro della Protezione Civile, Nello Musumeci, per altro siciliano, ha stigmatizzato la lontananza e l’ egoismo dei partner europei. Si riferiva assai probabilmente alla Germania, che proprio ieri ha annunciato la sospensione del meccanismo di solidarietà, e forse anche alla Francia, che prevede norme più severe”a tutela dei confini”, annunciando la fortificazione dei confini tra l’ italiana Ventimiglia ed il territorio francese.
“A Lampedusa abbiamo fatto tutto quello che era possibile fare – ha dichiarato Musumeci – si ripropone quello che abbiamo sempre sostenuto: il tema non è di dover soccorrere un uomo in mare, che va fatto sempre e comunque e ovunque, ma il tema è che non bisogna far partire barchini e barche, sottraendoli alla mafia degli scafisti”.
“Noi abbiamo bisogno di centinaia di migliaia di forze lavoro in Italia ma debbono arrivare legalmente, attraverso flussi predeterminati dagli stati membri”. La Sicilia “essendo il primo lembo di terra dell’Europa nel Mediterraneo è quella che maggiormente subisce questo dramma che non mette in difficoltà soltanto le strutture dello Stato ma anche le comunità locali”, ha concluso.
Intanto pare che la Von der Leyen abbia attivato una sorta di cabina di regia con l’ Italia e la premier Giorgia Meloni, con l’ intento di tenere sotto osservazione la situazione e di fornire assistenza umanitaria e finanziaria.
I migranti sono tantissimi, “nell’ hotspot è un’ apocalisse”, dice il parroco. Vi è difficoltà nel dare da mangiare ai migranti, molti addirittura rovistano tra i rifiuti per strada. Nella gara per la solidarietà degli abitanti di Lampedusa, si registrano anche spaghettate per strada con i profughi.
La storia straziante della neonata morta in mare a poche miglia da terra.
Ognuno di questi settemila migranti ha la sua storia, ma quella più tenera e straziante appartiene ad una “mamma bambina”, così è stata definita dalla stampa, di neanche diciotto anni.
Non parla, piange in silenzio, chiusa in un angolo. Accanto alla sua bambina di 5 mesi che non c’è più. Non ha neppure 18 anni la mamma della neonata morta all’alba di due giorni fa durante lo sbarco a Lampedusa. Ce l’aveva fatta ad arrivare, lei con la sua bimba, ma poi a pochissime miglia dalla terraferma, durante il trasferimento sulla motovedetta della Guardia costiera, la barca in legno si è capovolta, perché si sono messi tutti su un lato, e sono caduti in acqua.
Gli uomini della Guardia costiera hanno recuperato tutti tranne la piccola, morta annegata. Il medico legale, il direttore del Poliambulatorio di Lampedusa, Francesco D’Arca, visibilmente commosso, ha solo eseguito l’ispezione cadaverica della neonata a conferma della morte per annegamento. La mamma poi ha chiesto di poter stare insieme alla figlia. L’ ha vegliata per ore, povera anima. Il medico spera di poter seppellire qui la sfortunata neonata, una volta terminate le procedure di rito e se la madre vi acconsentirà.
