ma.bu.
Incominciamo una “miniserie” con le canzoni, quelle a nostro parere più belle, dell’ultimo Festival di Sanremo.
Ed incominciamo con “La mia parola”, la canzone con la quale Shablo, dj e producer argentino naturalizzato italiano, ha partecipato al Festival di Sanremo 2025, accompagnato da Guè, Joshua e Tormento.
Nonostante si tratti di ospiti non proprio “abituali” dell’annuale kermesse canora, per il genere musicale proposto, i quattro sono riusciti a posizionarsi al posto 18 su 29, non proprio così in basso come forse ci si aspettava agli inizi.
Il brano è molto ritmato, con un testo hip-hop, “urbano”, condito però da una musica ricercata, con decisi tratti R&B, ma anche soul grazie ai cori femminili e neri, di colore.
Il brano è una “street song”, come recita anche lo stesso artista nel testo, nella quale si parla del rapporto difficile con la strada per chi cresce in certi quartieri nei quali per sopravvivere bisogna essere consapevoli del fatto che “vince la legge del più forte”. Stiamo parlando della strada di Milano, ma che non è poi tanto diversa da quella delle periferie difficili di tutto il mondo occidentale, a partire dal Bronx, dove storicamente nasce il rap hip hop.
Il quartetto di rapper trasmette un messaggio chiaro che descrive l’immagine di una periferia difficile , dove la gente vive senza soldi ma sogna il successo.
“È una street song/Per dare quello che ho/Brucerò fino alla fine/Chiuso tra cemento e smog/È una street song/Qui la gente muore e vive/Senza soldi e alternative/ …. Non ti danno abbracci qua sei da solo nel block/Io le mando baci lei che per me è la più hot/Mi dicevi taci, ora però sono il goat/Quaggiù odi e ami a giudicarmi è Dio …”
