Manuel M Buccarella
“..gli ulivi stanno ricacciando..hanno superato il disseccamento e hanno bisogno di potare il secco..e questi che fanno?..danno ancora i soldi per espiantare e vogliono ancora meno regole per farlo…una sola parola…vergogna…compresa la stampa muta che gli alberi di nuovo verdi non li fa vedere..”
E quanto scrivono , anche sulle loro pagine Facebook, le voci contrarie, come quella appena riportata di Roberto Aloisio, a quella propaganda da tempo ormai ufficiale, sposata dalle istituzioni come da alcune associazioni rappresentative di gruppi di agricoltori e coltivatori diretti, che mirano ad indicare nella chimica e soprattutto nelle eradicazioni lo strumento privilegiato per combattere la xylella.
Già qualche tempo fa, dalle colonne di questo magazine, scrivevamo riportando delle indicazioni e dei risultati favorevoli sugli ulivi colpiti da xylella fastidiosa determinati dall’applicazione del protocollo Scortichini
Semplificando, vi sono da un lato i sostenitori dell’impossibilità, allo stato della scienza e della pratica, di curare le piante affette dal batterio patogeno, con la conseguenza che sarebbe meglio sostituire quelle, almeno le più profondamente malate (ricorrendo del caso anche all’eradicazione) con nuove piante appartenenti a cultivar resistenti alla xylella, ovvero praticare esperimenti di “innesti” favorevoli, dall’altro altri, che sostengono ed applicano per lo più il c.d. Protocollo Scortichini, che non ricorrono ad eradicazioni e sostituzioni delle piante malate, ma le trattano con una somministrazione mensile mediante nebulizzazione della chioma, nel periodo primaverile inizio autunno, di un prodotto – ufficialmente autorizzato come fertilizzante fogliare – a base di zinco-rame- acido citrico, oltre alla rimozione meccanica delle erbe infestanti in inverno e primavera per ridurre il numero di uova e per il contenimento delle forme giovanili del vettore ed a potature leggere dell’albero con cadenze di uno-due anni. In molti casi piante apparentemente morte o secche si sono rinverdite ritornando a fogliare e produrre olive, convivendo con la malattia.
Francesco Manni, sempre su Facebook scrive:
..”Codiro. Ulivi arriva l’espianto totale.
Fino a 15.000€ per chi espianta e reimpianta con finanziamenti del Governo e della Regione. Zero per gli ulivi che naturalmente riverdeggiano e vengono curati? Cia e Coldiretti vogliono più finanziamenti e zero burocrazia dopo il decreto del Governo che stanzia 30 milioni.
E Coldiretti preme per il “Polo anti-xylella” (o anti ulivo?) con la creazione di una task force che affianchi chi vuole espiantare. In questo si riduce l’agricoltura?”
Ed ora che pare che la xylella colpisca anche mandorli e vitigni cosa succederà?
