Alfredo Facchini
Giorgia Meloni, tra una pastarella a Domenica in e una supercazzola sulla Palestina, ha scritto sui social:“Charlie continuerà a vivere come simbolo di ciò che ha sempre difeso: il confronto e la libertà.”
Il confronto. La libertà. Davvero? Ecco chi era il suo “simbolo”. Ripassino.
Immigrazione“Se entri, abbiamo la forza letale e siamo disposti a usarla.”
Diritti civili e razza“Abbiamo fatto un grosso errore quando abbiamo approvato il Civil Rights Act.” “I neri, quando non avevano diritti, erano meno assassini.”“Donne nere al potere? Non avete la capacità cerebrale. Avete rubato il posto a un bianco.”
Aborto. A chi chiedeva di una bambina stuprata a dieci anni, la risposta fu secca:“Sì, il bambino verrebbe fatto nascere.” L’aborto? “Otto volte peggiore dell’Olocausto.”
Persone trans e comunità LGBTQ+“Un uomo che si definisce trans indossa la ‘faccia da donna’, non diverso dal fatto che io indosserei la blackface per fingere di essere nero”. E ancora: “Processi in stile Norimberga per ogni medico che pratica cure di transizione”.
Armi e violenza politica. “Il Secondo Emendamento è lì, Dio non voglia, perché tu possa difenderti da un governo tirannico… avere cittadini armati ha un prezzo.”
Altro che pastarelle. Qualcuno chiederà mai a Giorgia Meloni se sottoscrive le parole di Kirk? Se si specchia dentro le farneticazioni di un neonazista. Se anche per lei i migranti vanno fermati con la forza letale.Se anche per lei i diritti civili furono un errore.Se anche per lei una bambina stuprata deve partorire.Se anche per lei le persone trans meritano processi in stile Norimberga.Se anche per lei le stragi armate sono il prezzo inevitabile della libertà.
Quanto di quell’odio è anche suo?Non è solo un’adorazione cieca. È un progetto. Vogliono traslocare lo Stato distopico in costruzione negli Stati Uniti di Trump direttamente in Italia.Un Paese dove il migrante è un nemico da abbattere, la donna un grembo da sorvegliare, i diritti civili un errore da cancellare, le persone trans da processare, le armi da idolatrare.È l’America dell’odio in franchising, consegnata chiavi in mano a Palazzo Chigi. Ma il problema sono le due vetrine rotte a Milano. Giusto?

