Silvana Sale
È stato l’ambasciatore palestinese in Russia, Abdel-Hafiz Nofal, a confermare che la Palestina ha formalmente presentato la propria domanda di adesione ai BRICS proprio a Mosca.
La richiesta segna un passo deciso dell’Autorità Palestinese verso un riposizionamento strategico all’interno degli equilibri internazionali, con l’intento di rafforzare il proprio peso diplomatico e accedere a una piattaforma globale alternativa a quella dominata dalle potenze occidentali.
L’ingresso nei BRICS, il blocco che oggi riunisce paesi come Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica, oltre ai più recenti membri come Iran, Egitto ed Etiopia, rappresenterebbe per la Palestina l’occasione di inserirsi in una rete di cooperazione economica e politica tra paesi emergenti, in un contesto in cui la questione palestinese ha ritrovato centralità nel dibattito globale.
Al momento non è ancora arrivata una risposta ufficiale da parte del gruppo, ma alcuni segnali incoraggianti sono già emersi. La Cina, tra i membri più influenti del BRICS, ha espresso di accogliere favorevolmente l’ingresso di paesi che condividano lo spirito di collaborazione tra mercati emergenti e realtà del Sud globale.
In attesa di un’eventuale approvazione, la Palestina continuerà a partecipare come ospite agli incontri del gruppo e a cooperare nei formati consentiti. La mossa ha un chiaro valore politico: rompere l’isolamento, stringere nuove alleanze e cercare sponde tra i paesi che oggi ambiscono a riscrivere le regole dell’ordine mondiale.
