Manuel M Buccarella
Guerra ad oltranza. Putin non si ferma. Non intende retrocedere dai bellicosi propositi di ammettersi legalmente, ovvero in forza di accordi di diritto internazionale, quanto meno il Donbass; l’Ucraina deve essere neutrale, cioè non entrare nella Nato eccetera. Condizioni che non piacciono a Kiev ma anche e soprattutto all’Unione Europea. Unione che, tra sostegno all’Ucraina, deprivazione del conveniente gas russo, sanzioni double face, che fanno male sia ai russi che a chi le commina, si avvia ad uno sfacelo economico e finanziario che oggi coinvolge soprattutto lavoratori e ceti medio e basso, ed a breve anche le élites politiche economiche e finanziarie.
Altro, ennesimo oggetto del contendere l’utilizzo, illegale, degli asset russi congelati in Europa e custoditi in prevalenza a Bruxelles da Euroclear, che svolge un delicato compito, tra l’altro, di stanza di compensazione. Sui 180 miliardi di euro in asset russi conta l’élite della guerra a firma Ursula & co. per rianimare le casse in bancarotta del bilancio ucraino e soprattutto per fornire assistenza militare ulteriore all’esercito di Kiev, che ormai non ce la fa più. Dopo quasi quattro anni, con gli sforzi occidentali che non hanno potuto molto contro la Russia, Ursula e compagnia cantante contano dunque sull’esproprio dei beni della Banca Centrale Russa per “cambiare il corso della guerra”, come scrivono da anni senza credibilità i giornali del mainstream italiano (leggi soprattutto “Messaggero”).
Ma Euroclear ed il governo belga non ci stanno. Operazione troppo rischiosa, e non solo sotto il profilo legale.
Analisi Difesa nell’articolo odierno intitolato “Fondi russi congelati: per sostenere Kiev la UE mette a rischio la sua economia e l’euro” riporta una serie di considerazioni significative, con particolare riferimento al ruolo internazionale dell’euro.
Come riporta il quotidiano britannico “Financial Times”, la Commissione Europea propone un “prestito di riparazione” legato alle risorse della Banca centrale russa depositate in larga parte presso l’ente finanziario belga Euroclear.L’Unione prenderebbe in prestito fondi da questi asset e li girerebbe a Kiev a tasso zero, con l’obbligo per l’Ucraina di effettuare una restituzione quando Mosca avrà pagato le riparazioni di guerra, utilizzando proprio quei beni come garanzia. La Commissione insiste sul fatto che non si tratterebbe di una confisca, perché la Russia manterrebbe un diritto di credito sui valori bloccati, e punta a prorogare a tempo indeterminato il regime sanzionatorio per impedirne il rimpatrio prima del pagamento delle riparazioni.
Gestori di fondi e analisti – sottolinea la rivista online – avvertono tuttavia che l’operazione potrebbe aumentare la percezione di rischio politico sugli asset in euro. Alcuni temono un indebolimento dello status della moneta unica come “porto sicuro” e valuta di riserva, con possibili richieste di un “premio geopolitico” più elevato per detenere titoli denominati in euro. Il paragone che viene tracciato è con il dollaro: l’uso estensivo delle sanzioni statunitensi e le politiche dell’amministrazione statunitense guidata da Donald Trump avevano già spinto diverse banche centrali a diversificare, aumentando per esempio le riserve in oro.Sul piano istituzionale, la Banca centrale europea mantiene un atteggiamento prudente.
Una prima versione del progetto prevedeva che l’Eurotower fungesse di fatto da rete di sicurezza per Euroclear in caso di contenziosi con la Russia: ipotesi respinta perché in conflitto con il divieto di finanziamento monetario ai governi. Anche nella versione rivista, senza un ruolo operativo diretto, la presidente Christine Lagarde ha avvertito che la proposta “spinge al limite” il diritto internazionale e potrebbe incidere sulla reputazione dell’Europa come area ad alto rispetto dello stato di diritto.Nonostante le cautele della Bce e le forti riserve iniziali di Paesi come la Francia, nelle principali capitali dell’eurozona il fronte contrario si è progressivamente assottigliato con il protrarsi della guerra. In particolare, vi sarebbe l’argomento giuridico secondo cui, non essendoci un sequestro definitivo, sarebbe preservata la tutela della proprietà; e la constatazione politica che, con i bilanci nazionali già sotto pressione, non esistono alternative realistiche per mobilitare rapidamente risorse sufficienti a sostenere l’Ucraina nel 2026-27. La Germania spinge sull’utilizzo degli asset.
“Allo stato attuale, questa soluzione non è realistica”, ha detto stamani a La 1ère della radio RTBF, l’emittente pubblica belga. Secondo Urbain, una decisione del genere comporta significativi rischi legali e potrebbe anche destabilizzare il sistema finanziario globale, visto il ruolo centrale di Euroclear, che è una società di compensazione, un punto nevralgico nel funzionamento dei mercati.Per la manager, questa vicenda dimostra un “fraintendimento del funzionamento di Euroclear e dei mercati finanziari“.Il sequestro dei beni russi, circa 180 miliardi di euro, creerà “uno squilibrio molto significativo” nel bilancio di Euroclear, poiché la Russia manterrà comunque il diritto di vedersi rimborsato questo denaro, anche se venisse rimosso dal bilancio dell’istituto finanziario, ha sottolineato Urbain confermando i rischi per il Belgio, principalmente rischi finanziari, nel caso di un fallimento di Euroclear, ma anche le azioni legali che Mosca senza dubbio intraprenderà per recuperare il suo denaro, il rischio di confisca dei beni belgi in Russia e anche altre possibili rappresaglie contro le società belghe.
Se Euroclear fosse costretta dall’Ue a consegnare i beni russi che detiene nei suoi conti, l’istituto contesterebbe sicuramente la decisione in Tribunale, ha ribadito oggi l’a.d.Intanto Il governo di Londra si è detto pronto a sbloccare 8 miliardi di sterline [9,17 miliardi di euro] di asset russi congelati nel Regno Unito per sostenere l’Ucraina. Progetti volti a utilizzare i beni russi congelati nel Regno Unito per finanziare l’Ucraina sono stati discussi durante una riunione dei ministri degli Affari esteri della Nato a Bruxelles mercoledì scorso, nel quadro dei negoziati per sbloccare questi fondi.
fonti Agenzia Nova, Adnkronos, Belga e Askanews, Analisi Difesa.
