Carlo Seclì
L’Assemblea Costituente del Movimento 5 Stelle è stata un grande processo, unico nel panorama politico italiano, di democrazia e partecipazione al rinnovamento di una forza politica, opposta alla destra, ma al contempo alternativa a una certa “sinistra” (quella sostenitrice di austerità e guerra, aperta ad affaristi della politica come Renzi).
In base agli esiti delle votazioni online sulle 4 aree tematiche, la base territoriale del Movimento e il Consiglio Nazionale saranno sempre più coinvolti nella designazione dei propri rappresentanti e nell’organizzazione interna, così come diventeranno a tutti gli effetti protagonisti i giovani, grazie all’istituzionalizzazione del Network Giovani. Ogni alleanza, inoltre, dovrà essere subordinata alla previa approvazione di un programma condiviso, contenente anche i punti non negoziabili. Questo processo costituente è stato dettato dalla necessità e dalla volontà degli iscritti di fare un salto di qualità, superando la dimensione “movimentistica” del M5S, questione che ha trovato riscontro nella scelta della maggioranza dei votanti di qualificarsi come “progressisti indipendenti”, non disposti a negoziare su temi cruciali con le altre forze di opposizione.
Per quanto riguarda il controverso superamento del vincolo del doppio mandato, la direzione della maggioranza è quella a favore di proroghe per particolari meriti dei parlamentari e in ogni caso di consentire, al termine di due legislature consecutive, di candidarsi alla carica di sindaco o presidente di Regione, così da continuare eventualmente la propria opera di rappresentanza sui territori.
Effettivo primato della sanità pubblica, finanziamenti alla pubblica ricerca (destinati a diminuire ulteriormente nel 2025),nuova politica economica, transizione digitale e verde, strategia europea di pace e diplomazia, che tenga conto dei nuovi equilibri multipolari (di cui la Russia è parte integrante) e che si adoperi per sanzionare su tutti i fronti il criminale Stato israeliano: obiettivi da realizzare dopo un altro voto, quello sui quesiti relativi allo Statuto impugnati da Grillo. Questi, non soddisfatto della fine dei suoi privilegi da “garante”, ma dal salotto di casa sua, ha fatto valere una propria facoltà, soprattutto in riferimento al quesito più votato (63% dei votanti) sull’eliminazione della sua figura.
Dal 5 all’8 dicembre si rivoterà.
