L’organizzazione pacifista e ambientalista PeaceLink ha pubblicato oggi un articolo a firma del suo presidente Alessandro Marescotti, che dà notizia di un progetto per la realizzazione di un nuovo euromissile, programma cui partecipa anche l’Italia.
Il missile sarà progettato per colpire la Russia. Ma si sa troppo poco. “Emerge una grave “distrazione” del movimento pacifista – scrive Marescotti , molti non conoscono neppure cosa sia”. Occorre un intenso lavoro di informazione per contrastare la “lobby del missile”.
Mentre i riflettori erano puntati sul summit per i 75 anni della NATO a Washington, lontano dai clamori del grande pubblico è stata firmata una Lettera di Intenti che potrebbe cambiare radicalmente lo scenario della sicurezza europea. Italia, Francia, Germania e Polonia hanno delineato un progetto comune per sviluppare il programma ELSA (European Long-Range Strike Approach), finalizzato a costruire missili capaci di colpire in profondità il territorio russo. Avranno un raggio d’azione superiore ai 500 chilometri, vietato fino a pochi anni fa dal Trattato INF. Elsa è stato presentato con la solita prosopopea del “rafforzamento della difesa e della deterrenza”, con toni che glorificano una rinnovata “base industriale europea”. Ritorna così l’incubo degli Euromissili degli anni Ottanta. “Un salto all’indietro – scrive Marescotti – verso un passato che credevamo superato, quando le piazze europee erano gremite di persone che chiedevano a gran voce il disarmo. Oggi invece siamo distratti mentre la lobby lavora. Qualcosa sembra essersi inceppato. Non c’è stata una mobilitazione forte e decisa del movimento pacifista, e neppure una campagna minima di informazione. I cittadini restano in larga parte inconsapevoli di quanto si sta progettando. Il rischio è che, mentre i programmi di nuove armi avanzano con passo felpato, il movimento per la pace resti in silenzio, incapace di conoscere e di agire in tempo per contrastare questa pericolosa tendenza al riarmo su progetti che scardinano i principi della difesa europea per inaugurare l’epoca degli “strike” in profondità, in buona sostanza attacchi letali sulla Russia.Le dichiarazioni entusiaste dei ministri della Difesa celebrano la cooperazione tra nazioni, ma non menzionano il prezzo di questa politica militare: un’escalation armata che minaccia non solo la Russia, ma anche la pace in Europa e nel mondo”.
Il ministro Crosetto ha parlato a luglio di “difesa e deterrenza”, dimenticando di dire che questo progetto di nuovo missile è il primo passo verso uno schieramento che non può che avere una risposta forte da parte della Russia. E infatti la risposta forte a Elsa è giunta quattro mesi dopo, prima ancora di quanto Crosetto si aspettasse. Ed è stata una risposta militare concreta, rapida e impressionante. A fine novembre infatti la Russia ha lanciato, dopo essere stata colpita sul suo territorio da missili guidati da personale Nato e lanciati da rampe in Ucraina, il missile ipersonico a testata multipla Oreshnik, dalla potenza devastante e dalla gittata paragonabile al missile ELSA.
