Antonio Tajani, vicepresidente del Consiglio dei Ministri , ministro per gli Affari esteri e segretario di Forza Italia, è il maggiore esponente della lobby israeliana in Italia, gruppo di potere che giustifica e sostiene i crimini di Netanyahu contro i palestinesi. Nel 2008, infatti, Tajani è entrato nel direttivo dell’European Friends of Israel che promuove gli interessi dell’industria israeliana. Nel 2010 Tajani è diventato commissario europeo all’industria, promuovendo le finalità contenute nello statuto di quella lobby.
Tajani è l’uomo di Netanyahu in Europa. Questo spiega le parole ributtanti di Tajani durante un’ intervista, fa notare Alessandro Orsini su X: “Israele non ha commesso crimini di guerra a Gaza” (70.000 morti). Report su RaiTre domenica scorsa ci ha illuminato sui legami tra le lobby israeliane e politici e parlamentari europei, in maniera trasversale.
La più nota e influente tra le lobby israeliane è sicuramente il Transatlantic Institute, ritenuto una filiale dello statunitense American Jewish Commitee. Il suo ufficio di Bruxelles, racconta Report, ha un vicedirettore italiano: Benedetta Buttiglione, figlia dell’ex ministro centrista Rocco. Collegato al Transatlantic Institute risulta essere il Transatlantic Friends of Israel, un comitato di parlamentari europei e membri del Congresso Usa. Gli eurodeputati sono ben 230 e tra questi ben 33 sono quelli italiani: Pina Picierno e Piero Fassino del Pd, Ettore Rosato ed Elena Bonetti di Azione, Simonetta Matone per la Lega, Deborah Bergamini per Forza Italia e un drappello di Fratelli d’Italia guidato dal senatore Marco Scurria, che è anche presidente della sezione italiana. Del direttivo dell’European Friends of Israel faceva parte Antonio Tajani, attuale ministro degli Esteri italiano, cooptato nel 2006 quando aprì l’ufficio, poi commissario europeo e presidente dell’Europarlamento.
