15 gennaio 1992: la Comunità Europea riconosce lo scioglimento della Repubblica Federativa Socialista di Jugoslavia

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15 gennaio 1992: la Comunità Europea riconosce lo scioglimento della Repubblica Federativa Socialista di Jugoslavia

(articolo realizzato con il contributo dell’IA)

Nei primi anni Novanta la Comunità Europea (predecessore dell’Unione Europea) affrontò una delle crisi più complesse del dopoguerra: la dissoluzione della Repubblica Federale Socialista di Jugoslavia.

Il processo di riconoscimento iniziò nel dicembre 1991, quando la CE decise di stabilire criteri specifici per riconoscere le nuove repubbliche indipendenti. Questi criteri includevano il rispetto dei diritti umani, delle minoranze etniche, dell’inviolabilità delle frontiere e degli impegni per il disarmo.

Il 15 gennaio 1992 la Comunità Europea riconobbe ufficialmente l’indipendenza di Slovenia e Croazia, le prime due repubbliche a separarsi dalla federazione jugoslava. Questo riconoscimento segnò de facto l’accettazione internazionale della fine della Jugoslavia come stato unitario.Successivamente, nel 1992, furono riconosciute anche Bosnia-Erzegovina e Macedonia (oggi Macedonia del Nord). Il processo fu tuttavia drammatico: il riconoscimento della Bosnia-Erzegovina, in particolare, precedette di poco lo scoppio di una guerra devastante che sarebbe durata fino al 1995.

La Serbia e il Montenegro rimasero unite fino al 2006, quando anche quest’ultimo dichiarò la propria indipendenza. Il Kosovo proclamò unilateralmente l’indipendenza nel 2008, dopo un intervento armato illegale della Nato, riconosciuta da molti paesi UE ma non da tutti.

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