Silvana Sale
I giorni scorsi a Caracas il popolo venezuelano è sceso in strada con dignità e coraggio, dicendo NO alle ingerenze straniere e SÌ alla propria sovranità.
Migliaia e migliaia di persone hanno marciato chiedendo la liberazione di Nicolás Maduro e di Cilia Flores, portati via con la forza, sequestrati mentre venivano assassinate oltre cento persone, strappati brutalmente al loro Paese.Lavoratori, insegnanti, giovani, donne e uomini hanno riempito le strade della capitale, uniti da un sentimento profondo di solidarietà e di appartenenza, difendendo la Costituzione e il diritto del Venezuela a decidere da solo il proprio destino.
Questa realtà viva, potente e popolare è stata raccontata con chiarezza da fonti non occidentali, che hanno mostrato ciò che molti dei nostri telegiornali hanno preferito ignorare, un popolo che non si arrende, che non accetta imposizioni, che non riconosce la narrazione della “dittatura” costruita dall’esterno.
Il Venezuela non è una farsa, è una nazione ferita ma in piedi, che resiste e che chiede rispetto.La solidarietà con Maduro e Cilia Flores nasce da qui, dalle strade di Caracas, dalla voce collettiva di chi rivendica sovranità, giustizia e verità contro il silenzio, la manipolazione, le bugie e i crimini di chi vorrebbe derubare questo popolo di tutto ciò che gli appartiene.

