Luciano Graziuso
Siete stanchi di “piazzare” schedine sulle partite di calcio, che magari saltano per un gol segnato nei minuti di recupero? Allora non temete, Polymarket è il “bookmaker” che fa per voi: se qualche scommettitore ha appena perso soldi giocando sulla vittoria dell’Italia in Bosnia, grazie a questa piattaforma potrebbe prontamente rifarsi puntando, ad esempio, sulla vittoria di Trump nella guerra in Iran, oppure su un attacco dell’Iran entro 3 giorni, e via discorrendo.
Sembra uno scherzo, ma purtroppo non lo è, e tutto ciò fa precipitare ulteriormente le residue possibilità che nel mondo ritorni a regnare la pace.
COS’E’ POLYMARKET E COME FUNZIONA
Polymarket è una piattaforma online di “prediction market” (mercato delle previsioni) in cui si puntano criptovalute; a differenza dei classici bookmaker, qui si “gioca” non contro il banco ma contro altri utenti. Ogni evento è una domanda a cui lo scommettitore può rispondere sì o no. I temi dei quesiti sono numerosi e svariati: possono essere di natura politica (“Trump vincerà le elezioni di midterm?”), oppure riguardare il mondo dei personaggi famosi (“Morte della persona X entro la data Y”), l’economia (scoppio di una crisi, ecc) e tanto altro (“Rovesciamento del governo X entro il giorno Y, ecc). Ma ciò che deve metterci di più in allarme è che questa piattaforma offre la possibilità di puntare sullo scoppio di un conflitto e sul suo andamento, fatto ovviamente gravissimo e che pone in serio pericolo la sicurezza mondiale.
PERCHE’ POLYMARKET E’ ESTREMAMENTE PERICOLOSA
Per capirlo, prendiamo in considerazione dapprima un dato importante: diverse persone hanno guadagnato cifre enormi scommettendo sull’escalation tra USA e Iran ed alcune di esse sono state accusate di aver commesso il reato di “insider trading” (abuso di informazioni privilegiate). Tralasciando per ora l’aspetto etico, ciò è estremamente allarmante: ci fa capire che gente danarosa, potente ed influente può, nella migliore delle ipotesi, trarre profitto da tragedie simili per arricchimento personale; nella peggiore, addirittura causare tali sciagure, qualora ricopra un ruolo che gli conferisca poteri decisionali (!).
Compreso ciò, basta dare una semplice occhiata ad alcune delle domande messe a disposizione da Polymarket in questi giorni per capire che non si può sottovalutare questo fenomeno: “Quanti e quali paesi attaccherà l’Iran ad aprile?” ; “L’Iran attaccherà l’Europa ad aprile?” ; “Gli USA entreranno in Iran entro aprile?” ; “Il regime iraniano cadrà entro giugno?” . Oppure, cambiando tema: “Ci sarà un colpo di stato nel Paese X?” ; “Un leader verrà arrestato?” ; “Ci sarà una guerra civile?” ; “Ci sarà una nuova pandemia entro il 2027? Se sì, causerà un numero di morti sopra X?” .
Ma il quesito più spaventoso e preoccupante è sicuramente il seguente: “Sarà sganciata almeno una bomba atomica entro il 2026?” (!)
CONCLUSIONI
Polymarket non è un gioco. Oltre a rappresentare e mostrare al mondo il lato più aberrante del genere umano, è una piattaforma in grado potenzialmente di influenzare sfere importanti come quelle politica, economica, sociale e perfino militare; può mettere in serio pericolo la vita e il benessere di miliardi di persone, offrendo di fatto la possibilità a gente miliardaria, senza scrupoli e con elevato potere decisionale di arricchirsi ulteriormente causando catastrofi terribili e magari anche irreparabili. Appare evidente quindi la necessità di fermarla, tanto più perché garantisce l’anonimato a chi scommette, ma purtroppo finora è successo l’esatto contrario: partendo da piattaforma di nicchia, Polymarket conta adesso decine di milioni di visitatori. Qualche piccolo passo però è stato compiuto: il suo utilizzo è stato vietato in Argentina e Nuova Zelanda ed anche la Francia si sta muovendo in questa direzione. Negli Stati Uniti, infine, alcuni politici hanno compreso l’elevata pericolosità potenziale di questa piattaforma ed hanno proposto di far scomparire almeno i mercati riguardanti azioni governative, sicurezza nazionale e guerre. Speriamo che riescano il prima possibile nel loro intento e che sempre più paesi si uniscano e prendano le dovute contromisure.
