Manuel M Buccarella
Qualche giorno addietro ho un pubblicato su Facebook un post molto seguito, anche perché piuttosto controverso:
“Mi chiedo spesso se sia giusto che un calciatore israeliano militi nel Lecce. La cosa a volte mi fa ribrezzo, visto che la stragrande maggioranza degli israeliani odia i palestinesi e li vorrebbe cacciare dalla loro terra.Mi piacerebbe sapere cosa pensa Omri Gandelman del genocidio di Gaza”.
Premetto che non ho nulla di personale nei confronti del calciatore, che ho pure tentato di contattare via Instagram proprio per conoscere la sua opinione. Non mi è stato possibile, in quanto Instagram prima di leggere un messaggio, richiede la previa approvazione del titolare dell’account. Per onestà intellettuale, va anche detto che in Rete non compaiono messaggi del calciatore in merito alla questione, diversamente dal connazionale Manor Solomon, oggi in forze alla Fiorentina, che ha suscitato forti polemiche per aver espresso più volte sui social media supporto per le operazioni militari israeliane nella Striscia di Gaza, suscitando polemiche per il suo aperto sostegno all’IDF (Forze di Difesa Israeliane) e alle operazioni a Gaza. Il suo passaggio a gennaio 2026 alla Fiorentina è stato accompagnato da polemiche e contestazioni politiche ma anche di parte della tifoseria.
La domanda posta al calciatore israeliano del Lecce – ed in qualche modo alla società civile – nasce da alcune gravi evidenze che contraddistinguono l’opinione pubblica israeliana.
Ecco alcuni dei dati riportati da Haaretz, uno dei più autorevoli ed indipendenti quotidiani in Israele, e Penn State University, relativi a sondaggi condotti tra la fine di maggio e agosto 2025.
Espulsione da Gaza: l’82% degli ebrei israeliani intervistati si è detto favorevole all’espulsione o al trasferimento forzato dei palestinesi dalla Striscia di Gaza.
Azione militare a Gaza: il 47% degli intervistati sosteneva l’uccisione da parte delle Forze di Difesa Israeliane (IDF) di tutti gli abitanti delle “città conquistate” nella Striscia.
Cittadini arabi israeliani: Il 56% degli intervistati ha espresso sostegno all’espulsione forzata dei cittadini arabi israeliani.
Sofferenza a Gaza: Un altro sondaggio dell’Israel Democracy Institute (agosto 2025) ha indicato che il 79% degli ebrei israeliani non è turbato dalla sofferenza del popolo palestinese a Gaza o dalla carestia, con il 78% che ritiene che il governo e l’IDF stiano compiendo sforzi adeguati per limitare tali sofferenze.
È importante notare che questi dati riflettono l’opinione pubblica ebraica israeliana in un contesto di conflitto intenso e che le posizioni possono variare all’interno della società israeliana. Altre fonti segnalano il dibattito critico interno, con editoriali su Haaretz che definiscono alcune delle azioni a Gaza come “pulizia etnica”.
Infine, quanto alla guerra contro l’Iran, pare che il 91% degli israeliani siano favorevoli.
A questo punto davanti a questi numeri, capire quale possa essere l’opinione di un calciatore mi sembra corretto, lungi dal potere essere considerato atto antisemita (chi scrive, tra l’altro, ha due nomi ebraici), anche in considerazione del doppio deprecabile standard applicato a sportivi ed artisti russi. Si aggiunga che di recente la Knesset ha approvato la pena di morte per i soli cittadini palestinesi “terroristi’.
Concludendo, se un atleta dimostra di condividere i gravissimi delitti contro l’umanità del proprio Paese, qualche dubbio sul suo “diritto” ad esprimersi in un contesto pacifico e democratico rimane.
