LUCIANO GRAZIUSO
Dopo quasi quattro anni di completa subalternità verso USA e Israele, nei quali ha reso la nostra Italia lo scendiletto di Trump e Netanyahu, nel giro di due giorni la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha “osato” alzare la testa nei confronti di entrambi.
Lunedì scorso, 13 aprile, la leader dell’esecutivo è intervenuta in difesa del Papa, attaccato pesantemente da Trump, definendo le parole del presidente USA “inaccettabili”; il giorno successivo, martedì 14 aprile, la premier ha sospeso l’accordo di cooperazione militare con Israele.
Alla luce di ciò, la domanda che in questo momento si staranno facendo molti italiani è senza dubbio la seguente: “ Come è possibile che, dopo un periodo tanto lungo di assoluto inginocchiamento a Trump e Netanyahu, improvvisamente la Meloni in due giorni abbia cambiato così radicalmente la sua postura politica? C’è stato un improvviso ravvedimento ed un sussulto di dignità, oppure c’è dell’altro dietro a questa scelta?”
I VERI MOTIVI DEL CAMBIO DI ROTTA
Per comprendere appieno le ragioni di questa repentina “inversione ad U” del capo del governo, non bisogna perdere di vista un dato fondamentale: tra poco più di un anno ci saranno le elezioni.
La sonora batosta subita di recente al Referendum sulla Giustizia (con il “NO” che ha prevalso col 53,7% dei voti) ed il netto calo di gradimento dei partiti di destra certificato dagli ultimi sondaggi, hanno fatto comprendere all’esecutivo che il popolo è stufo delle politiche attuate in questi quattro anni e in particolare: della presenza di “impresentabili” nelle loro fila; del silenzio sul genocidio a Gaza e del sostegno politico, diplomatico ed economico a Israele; dei ripetuti voti contrari al cessate il fuoco ed al riconoscimento dello Stato di Palestina espressi in sede ONU; dell’avallo all’aggressione illegittima del Venezuela e al rapimento del suo presidente (unica leader europea ad approvare e giustificare tutto ciò); della posizione vigliacca assunta riguardo all’attacco ingiustificato di USA e Israele ai danni dell’Iran (“Non condanno né condivido”) ed infine della perseveranza nel destinare soldi pubblici in armi e nell’ostinazione dimostrata nel rifiutare decisamente il gas russo, molto meno costoso e di qualità migliore di quello statunitense.
Il primo passo intrapreso per cercare di riguadagnare consensi subito dopo la disfatta al Referendum è stato, infatti, spingere alle dimissioni i “personaggi” con le posizioni più imbarazzanti della sua coalizione (Delmastro, Santanchè, ecc), assecondando la sete di onestà di gran parte degli italiani.
Ma a Meloni & Company è apparso evidente che ciò non bastava e si sono posti la domanda seguente: “Chi oltre a noi, in questo momento, è particolarmente inviso al popolo italiano?” La risposta è stata semplice e immediata: “Netanyahu e Trump”. I cittadini, infatti, nonostante i ripetuti tentativi dei mass-media di far apparire Israele come vittima, hanno ormai mangiato la foglia e provano sempre più vergogna nell’essere complici del genocidio ai danni dei palestinesi a causa dell’operato del proprio governo; entrambi i presidenti inoltre, attaccando illegittimamente l’Iran e il Libano, hanno drasticamente peggiorato la già grave situazione economica del nostro Paese poiché, a causa della chiusura dello Stretto di Hormuz, hanno determinato aumenti vertiginosi dei costi di carburante, bollette, materie prime ecc.
Appare evidente, dunque, il fatto che le ultime dichiarazioni della Meloni nei confronti del tycoon e di Israele non rappresentino assolutamente un reale cambio di ideologia politica ed un taglio netto col passato; al contrario, esse vanno lette come un disperato tentativo di “salvare il salvabile” in vista delle prossime elezioni e di riconquistare qualche voto perso a causa delle scellerate ed autolesioniste decisioni assunte in questi quattro anni. Nel dettaglio quindi, con queste ultime uscite, la premier ha cercato di riconquistare qualche elettore desideroso di pace (con la sospensione dell’accordo di cooperazione militare con Israele) e fervente cattolico (con la difesa del Papa dall’attacco di Trump). Inoltre, come spesso succede quando parla la presidente del Consiglio, bisogna fare grande attenzione a considerare i fatti e a non lasciarsi ingannare dalle sue frasi.
LA VERITA’ SULLA SOSPENSIONE DELL’ACCORDO CON ISRAELE E SUL LITIGIO CON TRUMP
I mass-media filo-governativi, intercettato l’odio crescente degli italiani nei confronti di Israele, stanno affrontando questo tema mistificando e distorcendo ciò che è realmente avvenuto: salvo rarissime eccezioni, parlano di “accordo stracciato”, “rottura con Israele”, “scelta forte della Meloni”, con lo scopo di riabilitare il più possibile la figura della premier; la realtà però è molto diversa. Non si tratta di una cessazione definitiva dell’accordo, ma soltanto di una sospensione, di una pausa: perfino alcuni politici israeliani, parlando ai propri cittadini, hanno spiegato infatti che si tratta solo di un’interruzione temporanea.
Anche l’attacco a Trump non è “sentito”, ma strumentale: rappresenta un finto allontanamento dal tycoon al fine di migliorare la propria immagine agli occhi degli italiani. La Meloni infatti, sebbene abbia più volte dichiarato che “L’Italia non è in guerra con l’Iran e non intende entrarci”, ha concesso senza battere ciglio l’autorizzazione agli USA per far partire ben 23 aerei militari da Aviano, contenenti armi per la guerra nel Golfo. Alla faccia dell’essere neutrali e dell’essere in disaccordo!
CONCLUSIONI
Il Referendum ha dimostrato senza ombra di dubbio che recarsi alle urne è ancora estremamente importante e che gli elettori contano ancora qualcosa: senza la vittoria del “NO”, non avremmo mai assistito alle dimissioni di ministri, a questi maldestri tentativi di riabilitazione d’immagine e, probabilmente, la collaborazione con USA e Israele nella guerra del Golfo sarebbe stata ancora più diretta. Il compito di noi cittadini adesso è restare vigili: in quest’anno che ci separa dalle prossime elezioni l’esecutivo cercherà, con l’aiuto del sistema dell’informazione asservito, di gettare fango sugli oppositori politici e fumo nei nostri occhi per cercare di distorcere la realtà; magari varerà qualche piccolo provvedimento filo-popolare, il classico “contentino”, a ridosso del voto, per conservare il potere. Ma noi dovremo avere buona memoria e non farci ingannare, ricordando i 4 anni di promesse non mantenute, fondi destinati alle lobbies, soldi spesi in armi, aiuti e condoni agli evasori fiscali, leggi liberticide, gestione economica disastrosa (record di poveri assoluti, tagli enormi a Sanità e Scuola, crollo del PIL dal 7% del 2021 al misero 0,5% di adesso, spreco dei fondi del PNRR) e posizioni geopolitiche vergognose.
