IL CAGLIARI MINA LE SPERANZE DI SALVEZZA DEL LECCE MA KRSTOVIC RIPORTA I GIALLOROSSI SULLA RETTA VIA

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IL CAGLIARI MINA LE SPERANZE DI SALVEZZA DEL LECCE MA KRSTOVIC RIPORTA I GIALLOROSSI SULLA RETTA VIA

Luciano Graziuso

Al termine di un’intensa partita dai due volti, la squadra salentina riesce a conquistare un altro punto preziosissimo, pareggiando in uno scontro diretto in trasferta: adesso per essere sicuri di restare in Serie A manca solo l’aritmetica.

LA CRONACA

I padroni di casa, bisognosi di punti, partono subito a testa bassa e riescono a trovare il gol già al 16’: Deiola soffia con grande caparbietà il pallone a Pongracic e calcia subito in porta da fuori; il tiro si infila alle spalle di Falcone, ma successivamente il VAR annulla per un tocco di mano dello stesso centrocampista sardo: si resta quindi sullo 0 a 0.

Il Cagliari insiste e passa in vantaggio 10 minuti dopo: sugli sviluppi di un calcio d’angolo, Gaetano conclude da fuori area, Mina è fortunato a trovarsi sulla traiettoria e col piatto destro trafigge da due passi il portiere avversario. A questo punto la partita sembra senza storia, il Lecce pare in balia della compagine sarda, galvanizzata dal gol realizzato, spinta dalla maggiore necessità di fare punti e spronata incessantemente dal proprio pubblico, ma al 42’ avviene l’episodio che sconvolge completamente l’andamento del match: Gaetano compie un bruttissimo quanto inutile intervento su Ramadani nella zona centrale del campo e, a seguito di un altro intervento del VAR, quest’oggi finalmente funzionante, viene giustamente espulso dall’arbitro Marcenaro.

La prima frazione si chiude perciò con i salentini sotto di una rete, ma con un uomo in più.Nella ripresa la gara cambia completamente: in 10 contro 11 i rossoblù non possono attaccare a spron battuto come fatto per gran parte del primo tempo, ed infatti mister Ranieri decide fin da subito di coprirsi inserendo Wieteska e Sulemana per Zappa e Lapadula; gli ospiti, dal canto loro, cercano in tutti i modi di sfruttare la superiorità numerica gettandosi in avanti con grande generosità ma, al di là degli innumerevoli corner conquistati, non riescono ad impensierire severamente Scuffet. Al 72’ però mister Gotti azzecca il cambio, inserendo Almqvist al posto di Ramadani e quindi tentando il tutto per tutto per ottenere almeno il pareggio: l’attaccante entra in campo con la giusta voglia e gioca finalmente una partita di livello paragonabile a quello di inizio campionato. La rete del meritato 1 a 1 arriva all’84’: lo svedese riceve palla da Blin in area di rigore, supera Azzi e mette al centro per Krstovic, che a porta vuota non può sbagliare.

Il Cagliari è tramortito dal gol subito, il Lecce capisce di poter addirittura vincere e si butta a capofitto nella metà campo avversaria, creando ben 3 occasioni pericolosissime nel giro di 4 minuti: all’86’ Baschirotto stacca di testa su angolo battuto da Sansone ma colpisce in pieno il palo; stesso destino incontra 2 minuti dopo la zuccata di Sansone, servito ottimamente da un cross del redivivo Almqvist; infine, all’89’, è Scuffet a salvare il risultato con due ottimi interventi, respingendo dapprima una botta dal limite dell’area di Blin ed in seguito il tiro di Gendrey da pochissimi metri di distanza. Nei 7 minuti di recupero assegnati dal direttore di gara non succede più nulla e dunque la partita termina sull’1 a 1, un risultato tutto sommato giusto ma che fa molto più comodo alla compagine salentina.

CONCLUSIONI

Nel commentare ciò che abbiamo visto, bisogna assolutamente partire dall’espulsione di Gaetano: l’intervento folle del centrocampista cagliaritano ha senza dubbio condizionato l’andamento della gara, facendoci assistere ad una “doppia partita”. Le statistiche, infatti, ci parlano di un primo tempo in mano al Cagliari (6 tiri, di cui 2 nello specchio della porta, per i padroni di casa, a fronte di 2 effettuati dagli ospiti, entrambi terminati fuori) e di una ripresa completamente dominata dal Lecce, che ha effettuato addirittura 14 tiri, di cui 3 in porta, e battuto ben 7 corner. Quel che è certo è che la salvezza è ormai vicinissima: per la matematica servirebbe conquistare altri 2 punti ma, visto il calendario piuttosto ostico di alcune delle nostre inseguitrici e gli scontri diretti che le coinvolgono, i 37 punti attuali potrebbero addirittura essere sufficienti a raggiungere l’obiettivo.

Per quanto concerne i singoli, il migliore è stato per distacco il neo entrato Almqvist, in versione “vintage”, vale a dire autore di una prestazione sontuosa come quelle a cui ci aveva abituati ad inizio campionato; ottimo anche Krstovic, autore del gol e della solita prova gagliarda; molto bene Blin (grande interdizione ed anche un tiro pericoloso nel finale di partita), Sansone, Gallo, Gendrey, Baschirotto e Pongracic, quest’ultimo al netto dell’errore che ha causato la rete annullata di Deiola. Male stavolta Piccoli, apparso decisamente poco ispirato e troppo nervoso.

Adesso ci attende un altro scontro diretto, ma stavolta da giocare in casa (lunedì prossimo alle 18:30): se dietro qualche inseguitrice dovesse perdere punti, potrebbe bastare anche un pareggio per sancire la nostra permanenza in Serie A.

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