Luciano Graziuso
Nell’ultimo articolo ci siamo occupati di individuare le cause della “vittoria” della premier (al netto dell’astensionismo che ha superato il 50%) alle elezioni europee, nonostante due anni di governo a dir poco disastrosi. Adesso invece focalizzeremo la nostra attenzione sull’altra faccia della medaglia, ovvero il Movimento 5 Stelle, fermatosi al 10%, analizzando le cause principali della diminuzione di consensi che ha registrato.
Prima di tutto è bene fare due importanti considerazioni: per prima cosa, le elezioni europee, pur avendo fornito un dato importante, non rappresentano un banco di prova efficacissimo per misurare lo stato di salute del M5S, storicamente andato veramente bene soltanto alle politiche; inoltre, bisogna tenere a mente di non dare mai per morto il Movimento (tale errore è già stato fatto un paio di volte): anche se un po’ in calo, esso è vivo e vegeto e con numeri ancora piuttosto considerevoli.Detto questo, la causa principale della diminuzione di consensi accusata dal M5S è stata senz’altro la scelta errata di far parte del governo Draghi; le intenzioni erano buone, infatti in primis l’obiettivo era “sorvegliare” i “decisori” nel loro operato e cercare di gestire da vicino i fondi del PNRR ottenuti con tanta fatica da Conte, cosa che il mainstream si scorda sempre di rimarcare o finge di dimenticare.
Lo strappo che, con colpevole ritardo, il leader del Movimento fece nell’ottobre del 2022, facendo cadere l’esecutivo, servì infatti a limitare i danni ed a riconquistare qualche voto, ma le troppe misure impopolari messe in atto fino a quel momento avevano già fatto scappare la maggior parte dei buoi. Un’altra decisione impopolare che aveva avuto il suo peso considerevole era stata quella di appoggiare l’elezione a presidente della Commissione europea la von der Leyen, per i motivi che oggi più che mai sono sotto gli occhi di tutti. Fatale è stata poi senza dubbio la scelta di inviare armi a Kiev, assolutamente non condivisa da buona parte dell’elettorato, soprattutto perché anticostituzionale e molto pericolosa, ma anche perché, in un periodo di sempre più grave crisi economica, era chiaro a tutti che avrebbe sottratto fondi preziosi alla Sanità, alla lotta alla povertà ecc. Hanno avuto il loro peso nell’alienare simpatie ai pentastellati, i sempiterni e continui attacchi più o meno disonesti e senz’altro malevoli provenienti dalla stragrande maggioranza dei mezzi di informazione, sempre più asserviti al sistema, anche per episodi di importanza assolutamente irrilevante; tantissimi giornalisti di carta stampata e TV, infatti, hanno messo in atto la doppia strategia di guardare ed ingigantire il “pelo nell’uovo” nell’ambiente del M5S (criticandolo tante volte in maniera esagerata se non proprio ingiusta) ed al contempo di non osservare, e di nasconderle il più possibile ai lettori/spettatori, le “travi negli occhi” dei partiti della coalizione e del PD. E’ così che, per esempio, si spiega l’eccessivo risalto dato alla vicenda del presunto stupro commesso dal figlio di Grillo (colpevole a prescindere…), per nulla attinente col mondo politico, ed il voler eludere il più possibile l’analoga faccenda riguardante il figlio di La Russa (invece innocente fino all’ultimo grado di giudizio…); per non parlare delle “situazioni” ben più gravi in cui sono invischiati, ad esempio, Toti, Del Mastro, Sgarbi, Santanchè, con questi ultimi due che ricoprono addirittura il ruolo di ministri; tali faccende vengono infatti poco più che accennate soltanto quando proprio non se ne può fare a meno ed i giornalisti, seppur trattandosi di reati estremamente gravi, affrontano le questioni con enorme pavidità. Ultimo motivo del calo di consensi, la tendenza sempre più diffusa tra la gente, e supportata dal mainstream, di mettere tutti i partiti politici sullo stesso piano, mentre invece bisognerebbe fare estrema attenzione a non cadere in questo grave errore: il Movimento infatti, nonostante tutti gli errori commessi, è senza dubbio almeno una spanna sopra a tutti per quanto riguarda l’onestà e l’assenza di impresentabili, di cui invece gli altri partiti sono piuttosto ricchi. Comunque, è senza dubbio un buon segno che i 5 Stelle abbiano perso una fetta di consensi in seguito a queste loro discutibili scelte, ciò vuol dire che i cittadini italiani ancora non obnubilati dal sistema dominante riescono a seguire bene l’operato delle forze politiche e a punirle quando non rispettano i canoni da esse stesse proclamati a gran voce; al di là della letargia dominante, tutto ciò dimostra l’esistenza ancora, nonostante tutto, in una buona fetta dell’elettorato nostrano, di capacità critiche, di lettura del presente e di giusti comportamenti di “ritorsione” con chi non mantiene, del tutto o almeno in parte, la parola data. E’ stata premiata, infatti, la lista di Alleanza Verdi e Sinistra per la sua coerenza, soprattutto sul piano della contrarietà all’invio di armi, anche se il successo di questa formazione è stato in parte dovuto alla candidatura di Ilaria Salis; secondo noi la scelta di Fratoianni e Bonelli è stata più che mai apprezzabile, perché la candidata in questione subiva un trattamento disumano in Ungheria per un reato “minore”, che in tantissime altre nazioni sarebbe stato punito in maniera molto più leggera.Passando allo schieramento opposto, come volevasi dimostrare, la premier Meloni non ha fatto passare neanche due settimane dal termine delle elezioni europee per mostrare il suo vero volto e le reali intenzioni della coalizione: tutte le dichiarazioni pacifiste pronunciate da lei e da vari ministri del suo esecutivo (Crosetto, Salvini Tajani…) si sono infatti puntualmente rivelate un bluff ed una presa in giro nei confronti degli elettori.
Le parole concilianti sono già state smentite dai fatti, in quanto la leader di FDI ha già annunciato l’invio all’Ucraina dei Samp-T e degli Storm Shadow, questi ultimi in particolare tutt’altro che difensivi, trattandosi di missili aventi gittata fino a 300 km e capaci dunque di colpire il territorio russo. Insomma, un altro passo deciso verso la Terza Guerra Mondiale…

5 stelle: mantengono le fila i convinti della correttezza e dell’onestà, premiando la politica della ricerca della pace nei conflitto russo-ucraino. E gli altri? Se crediamo che la pletora di elettori da ogni parte siano quelli convinti dell’atteggiamento politico, stiamo prendendo un abbaglio. La gente segue i leader non per convinzione ma per passione, perché li sente vicino per estrazione e per comportamento, ma anche per “seguito inconscio della massa”, cioè comportamento affine alla maggior parte del popolo. È ritenuto vero ciò che si registra e non ciò che lo è. L’aspetto comportamentale sociale, l’etologia, è alla ricerca di miti e simboli da emulare, e se questi anche se scorretti ed ingiusti, sono riproposti con ripetitività e continuità, si tende a seguirli. Questo è il successo dovuto all’inizio da ogni movimento popolare, anche dittatoriale.