Luciano Graziuso
L’UE ED I SUOI LEADER CONTINUANO A CALPESTARE I PROPRI CITTADINI. QUANDO LA “DEMOCRAZIA” E’ SOLO UNA PAROLA VUOTA
Nonostante ormai i sondaggi in quasi tutti gli Stati europei (in primis Italia, Francia e Germania) diano come fortemente maggioritaria la posizione pacifista e antibellicista dei popoli (con percentuali che si attestano intorno al 70/80%) e gli sforzi per arrivare alla pace tra Russia e Ucraina messi in atto da Trump e Putin, l’UE si ostina ancora a credere in uno sbocco impossibile del conflitto, continuando come se niente fosse a sperperare i pochi fondi a disposizione per inviare continuamente armi e ogni sorta di “aiuti militari” a Zelensky e soprattutto venendo meno ai più basilari principi di democrazia e di rispetto dei propri cittadini.
La grave crisi economica dell’Italia è, checché ne dica l’esecutivo in carica, nota da tempo e, dopo un breve periodo di ripresa dovuto alle politiche del M5S guidato da Giuseppe Conte, si è ulteriormente acuita a causa delle scellerate decisioni della premier Giorgia Meloni e del suo governo, sia in politica estera (aiuti, militari e non, all’Ucraina, perdita del gas russo – economicamente molto più conveniente – a causa della posizione assunta contro la Russia) che interna (condoni agli evasori fiscali, mancata tassazione degli extraprofitti di banche e vari settori particolarmente proficui – come quello delle armi – sperpero di soldi per la questione migranti in Albania, riduzione di fondi destinati a Sanità e Scuola e via discorrendo). Ma ora, “grazie” alle politiche dei vari Macron, Scholz ecc, anche altri Stati europei, come ad esempio Francia, Gran Bretagna e Germania, stanno affrontando sempre più gravi problemi economici. I Paesi membri dell’UE, infatti, da tantissimi anni prendono decisioni basate solo sui mercati finanziari e non sul bene comune; nel corso del tempo si sono succeduti politici di infimo livello che, senza possedere un minimo di “visione”, hanno proceduto “a tentoni”, peggiorando sempre più la situazione; l’unica “stella polare” da cui sono stati guidati, e che seguono tuttora, è un astio terribile ed immotivato verso la Russia, che li spinge a metterle i bastoni tra le ruote in tutti i modi, ottenendo però scarsissimi risultati, se non quello di farsi male da soli.
I cittadini europei stanno cercando in tutti i modi di liberarsi da questa situazione incandescente che, oltre ad impoverirli sempre di più, li sta soprattutto mettendo di fronte al rischio concreto di una guerra che metterebbe in serio pericolo la loro stessa sopravvivenza. Fatta eccezione per l’Italia, infatti (dove, soprattutto a causa dell’informazione estremamente corrotta, si intravedono ben poche speranze di cambiare lo status quo), in molti altri Paesi il popolo si sta facendo sentire, riuscendo a far “cadere” alcuni capi di Stato o comunque a mettere in difficoltà i propri leader con molte proteste di piazza ed altre iniziative. La prima nazione ad aver dovuto fare i conti con questo malcontento è stata l’Inghilterra, dove si sono succeduti ben 4 premier in soli 2 anni. Prima dell’elezione dell’attuale premier Keir Starmer il 5 luglio scorso, infatti, ha visto cadere dapprima Boris Johnson (colpevole, tra le altre cose, di aver fatto saltare i primi negoziati di pace tra Russia e Ucraina, subito dopo lo scoppio della guerra), seguito da Liz Truss (dichiaratasi fin da subito “pronta a scatenare una guerra nucleare” e soprattutto per questo non rieletta nelle elezioni successive) e da Rishi Sunak, anch’egli con idee estremamente russofobe e belliciste e, come la sua predecessora, uscito sconfitto dalle urne.In Francia non se la passa molto meglio Macron, inviso alla stragrande maggioranza dei francesi ma, in barba ad ogni principio di democrazia reale, ancora al suo posto, autore di una riforma delle pensioni odiatissima dal popolo e costata innumerevoli violenze a manifestanti da parte delle forze dell’ordine, il quale continua imperterrito ad affidare l’incarico di formare governi debolissimi a tutti i partiti perdenti fuorché a chi ha vinto le elezioni del luglio 2024. In Germania è stato costretto a dimettersi Scholz ed il suo posto è stato appena preso da Friedrich Merz. Il grave problema è che, nonostante questa presa di coscienza da parte di sempre più cittadini europei e tutti i cambi di governo avvenuti, chiunque viene nominato calpesta comunque la volontà dei propri elettori e continua imperterrito a seguire le scellerate politiche di chi lo ha preceduto, come guidato da un “pilota automatico” che non sembra in alcun modo sostituibile. Il nuovo Cancelliere tedesco per esempio, in barba ai desideri del suo popolo e soprattutto ad una sentenza della CPI, ha già dichiarato che il criminale di guerra Netanyahu “sarebbe il benvenuto in Germania” e che vorrebbe incontrarlo al più presto; per non parlare di ciò che ha detto a proposito della guerra in Ucraina, da portare avanti a tutti i costi, con o senza l’aiuto di Trump. Ma il non plus ultra lo abbiamo visto in Romania, dove i cittadini avevano votato l’uomo “sbagliato” e sono state “democraticamente” annullate le elezioni. (Proprio in queste ore Georgescu, che si apprestava a ripresentare la sua candidatura per le nuove elezioni presidenziali rumene, è stato fatto arrestare dalla procura di Bucarest per “Azioni anticostituzionali e falso sul finanziamento elettorale”. Agli inizi di febbraio si era dimesso il presidente Klaus Iohannis, in regime di prorogatio ndr)

