Mentre l’Europa corre al riarmo ed alla guerra, per fronteggiare il rischio di un’invasione russa generalizzata, i dati dicono che oggi l’Europa spende già tre volte più della Russia.
Ci illumina con un bell’articolo Alessandro Marescotti, presidente di PeaceLink.
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L’economista Cottarelli rettifica i calcoli dell’International Institute for Strategic Studies scoprendo che l’Europa più il Regno Unito spende il 55% in più della Russia. Ma anche quella di Cottarelli è una sottostima in quanto applica anche lui la parità di potere di acquisto al settore militare.
Circolano statistiche inappropriate che riscrivono i dati sulle spese militari russe utilizzando il concetto di PPP (Purchasing Power Parity, parità di potere d’acquisto). Questa operazione mira a convincere l’opinione pubblica che Mosca spenda più dei Paesi europei. Ciò giustificherebbe un riarmo dell’Unione Europea.Nel 2024 la Russia ha destinato circa il 6,7% del PIL, pari a 145,9 miliardi di dollari, alla difesa. Le spese militari dei Paesi europei (incluso il Regno Unito) ammontano invece a 457 miliardi di dollari. Tuttavia, l’IISS (International Institute for Strategic Studies) ha “gonfiato” il dato della spesa militare russa utilizzando il PPP stimando il budget russo a ben 461,6 miliardi di dollari. Questa operazione matematica moltiplica artificialmente la capacità di spesa militare della Russia e crea la percezione che Putin abbia superato l’Europa.
Va detto chiaramente che l’uso del PPP per le spese militari è metodologicamente improprio. Il SIPRI (Stockholm International Peace Research Institute) infatti non lo usa. Il PPP è un criterio utile per confrontare il costo della vita tra nazioni, non per comparare le spese militari. Il costo di un F-35 non può essere comparato con quello di un caccia russo utilizzando la parità del potere d’acquisto. Non sono raffronti fra carbone, gas o grano. Sono raffronti fra tecnologie militari per le quali non valgono i criteri comparativi dell’economia civile.
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