In un’intervista esclusiva rilasciata a Loretta Napoleoni per l’AntiDiplomatico, il giornalista e analista geopolitico Pepe Escobar delinea uno scenario in cui Teheran si afferma come attore centrale negli equilibri eurasiatici, capace di utilizzare la propria posizione strategica come leva finanziaria e diplomatica.
“E’ l’inizio della fine del petrodollaro”, afferma Escobar.
“Il vero “Santo Graal” di questo conflitto è il controllo del petrodollaro. Nello Stretto di Hormuz sta nascendo un sistema di pagamento alternativo. L’Iran ha iniziato a imporre un pedaggio per il passaggio nel corridoio marittimo più importante del pianeta, e questo pedaggio viene pagato in Petro-Yuan. Non è un dato statico, ma un’analisi caso per caso: le navi cinesi o iraniane passano senza problemi, mentre per le altre nazioni, come Sri Lanka o Thailandia, esistono accordi specifici governo a governo. Se non paghi, non passi. Per Washington, l’unica alternativa sarebbe un’invasione dello Stretto, ma geograficamente e militarmente è un’impresa quasi impossibile.”
Aggiungiamo che vi sono già accordi per il regolamento di una quota del petrolio prodotto nei Paesi Arabi in yuan piuttosto che in dollari.
