(articolo realizzato con il contributo dell’ IA)
La crisi del 1976 seguì il primo shock petrolifero del 1973, caratterizzata da un’impennata dei prezzi (con la super a circa 350-400 lire) e misure di austerity. Oggi la situazione vive record storici superati nel 2022, con prezzi spesso sopra i 2€/litro a causa di tensioni geopolitiche e speculazioni, pur in un contesto diverso.
La Crisi del Petrolio (1973-1976).
Il 1976 è stato un anno di profonda crisi economica e politica in Italia, segnato dalle conseguenze dello shock petrolifero del 1973 (embargo OPEC).I prezzi dei carburanti aumentarono vertiginosamente, spingendo il governo a introdurre misure di emergenza, tra cui la cosiddetta “austerity”. Se nel 1973 la benzina normale era a 190 lire e la super a 200, nel periodo successivo i costi aumentarono, superando le 350-400 lire al litro
Il periodo ha visto una forte instabilità politica, con i “governi della solidarietà nazionale” che affrontavano la crisi.
La Situazione Oggi (2022-2026), alla luce della crisi iraniana
A marzo 2022 il prezzo della benzina ha superato i record storici del 1976, arrivando a toccare medie superiori a 2,18 €/litro, a causa dello scoppio della guerra in Ucraina.
La crisi attuale è legata a tensioni geopolitiche, al mancato accordo OPEC sulla produzione e alla ripresa post-pandemia.A differenza degli anni ’70, la crisi odierna è stata gestita anche con la diversificazione delle fonti energetiche (gas da Algeria, Azarbaijan) e interventi europei sul prezzo del gas.
A inizio 2026 si sono registrati cali sui minimi dal 2021, ma i prezzi restano alti, con il gasolio che ha superato la benzina, a causa delle politiche del governo Meloni sulle accise. Con lo scoppio della guerra in Iran e con il blocco dello Stretto di Hormuz, da cui transita il 20 percento del petrolio mondiale, il costo del carburante è schizzato. In Italia in neppure due settimane il gasolio ha superato i due euro al litro alla pompa.

