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Il premier spagnolo Pedro Sánchez, dopo aver comunicato al vertice Nato dell’Aja che il suo Paese non avrebbe rispettato il tetto del 5% del PIL da destinare alla difesa, ma che sarebbero rimasti al 2,1% (anche se l’accordo finale è stato firmato pure dagli spagnoli), ha annunciato la richiesta al Consiglio europeo di sospendere immediatamente l’accordo di associazione con Israele.
“A Gaza c’è una situazione catastrofica di genocidio – ha detto – appoggiamo la richiesta dell’Onu di accesso agli aiuti, di cessate il fuoco e andare avanti verso la soluzione dei due stati. È evidente che Israele sta violando l’articolo 2 dell’accordo di associazione con l’Ue sul rispetto dei diritti umani. L’Europa deve sospendere l’accordo di associazione immediatamente.Abbiamo 18 pacchetti di sanzioni alla Russia per l’aggressione all’Ucraina e, con un doppio standard, l’Europa non riesce a sospendere un accordo quando si violano i rapporti umani.”
Tuttavia, sempre con riguardo alle spese militari, c’è qualcuno, che evidentemente conosce meglio di noi le questioni spagnole, non fosse altro che vive a Lisbona da anni e che ha contatti con l’altro Paese iberico. Stiamo parlando del giornalista italiano, leccese, Marcello Sacco.
Sacco riferisce, sulla sua pagina Facebook, che Pedro Sánchez avrebbe detto no al 5% in spese militari perché ha bisogno dei voti dell’estrema sinistra per non cadere. “Altri leader europei più solidi di lui – scrive Marcello Sacco – hanno accettato, sì, ma al 5% non ci arriveranno comunque, tutt’al più lo toccano facendo un megabonus facciate esclusivo per caserme e gendarmerie. Sánchez invece ha bisogno anche dei voti degli indipendentisti, quindi quello che risparmia sulle caserme lo spenderà in sgravi fiscali regionali per i popoli iberici schiacciati dal tallone di gomma di Madrid, che a Lisbona hanno (per esempio) l’Istituto della gioventù di Galizia, palazzone moresco famoso per i corsi di… sevillanas” (musica e danze popolari originarie di Siviglia ndr)
