Mario Toma con “Racconto per Enrico. C’erano una volta i partiti” racconta la sua storia politica ed indirizza le nuove generazioni verso socialismo e democrazia. Al Sigismondo Castromediano di Lecce oggi alle 18

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Mario Toma con “Racconto per Enrico. C’erano una volta i partiti” racconta la sua storia politica ed indirizza le nuove generazioni verso socialismo e democrazia. Al Sigismondo Castromediano di Lecce oggi alle 18

In programma oggi alle ore 18 nell’auditorium del museo Sigismondo Castromediano di Lecce, organizzato dall’associazione Enrico Berlinguer di Lecce, Mario Toma, già parlamentare del Partito Comunista italiano, introdurrà un dibattito sulla storia dei partiti italiani, dal Secondo Dopoguerra ad oggi. Una vicenda eroica ai suoi albori e man mano edulcorata nella Seconda Repubblica, che è rievocata nel libro “Racconto per Enrico. C’erano una volta i partiti” (ed. Spagine, 184 pagine, 10 euro) ed al quale parteciperà anche il presidente della Provincia Stefano Minerva. Dialogheranno con l’autore Massimo D’Alema e Antonio Maniglio .

L’autore del libro, Mario Toma, è stato dirigente e poi parlamentare (dal 1983 al 1992) del Partito Comunista Italiano. Oggi presiede l’associazione Berlinguer di Lecce, che intende tramandare valori e memoria dello storico segretario comunista. Nel volume si rivolge al nipote, Enrico, per raccontargli una storia che comincia in maniera eroica con la liberazione dal fascismo, ma che negli 80 anni e successivi è stata costellata anche da grandi conquiste e pulsioni antidemocratiche, di strani ammiccamenti nel bipolarismo internazionale, di depistaggi, di stagioni esaltanti alternate a quelle del terrorismo, di un fascismo strisciante, delle infiltrazioni massoniche, della corruzione.

Tra luci ed ombre i partiti hanno dominato la scena per 40 anni, fino a Tangentopoli ed all’avvento della Seconda Repubblica berlusconiana, durante la quale i partiti tradizionali, nella loro funzione politica e nella dimensione organizzativa, si sono progressivamente liquefatti, mescolandosi alle pulsioni personalistiche e populistiche oggi in voga.

“La mia generazione esce sconfitta”, scrive Toma rivolgendosi al nipote. “Ho molta fiducia che la tua generazione si impegnerà a riprendere il cammino del cambiamento e del progresso, di piena realizzazione della democrazia e del socialismo”.

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