Pordenone, bandiera d’Israele sulla sede di Confindustria Alto Adriatico da praticamente due anni. Bene Comune chiede nuovamente rimozione

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Pordenone, bandiera d’Israele sulla sede di Confindustria Alto Adriatico da praticamente due anni. Bene Comune chiede nuovamente rimozione

Pordenone- Da quando è iniziata l’invasione nella striscia di Gaza campeggia la bandiera israeliana sulla facciata principale di palazzo Klefisch a Pordenone, la sede di rappresentanza di Confindustria Alto Adriatico.

La oramai lunga permanenza della bandiera israeliana sulla sede Confindustria ha determinato, non da ora, le proteste de il Bene Comune di Pordenone, lista di sinistra in minoranza al Consiglio comunale di Pordenone. La presenza della bandiera del cosiddetto stato ebraico costituisce una testimonianza chiara di appartenenza, voluta fortemente dal presidente dell’associazione datoriale, Michelangelo Agrusti, da sempre vicino alla causa di Israele nei confronti del mondo arabo.

Ora, però, il Bene Comune torna a chiedere con forza che quella bandiera venga tolta dalla facciata del palazzo che si trova a un passo da piazza Motta.

“Sono passati due anni dagli attacchi terroristici del 7 ottobre, compiuti da Hamas contro civili e militari israeliani. Nei giorni successivi a palazzo Klefish, una delle sedi di Confindustria Alto Adriatico, è stata appesa la bandiera con la stella di David, simbolo di sostegno allo stato ebraico”.È questo l’inizio di una nota che il Bene Comune ha reintrodotto su Facebook e che sta circolando in questi giorni.

La nota va avanti e si fa sempre più dura. “Quella bandiera è ancora lì dopo 23 mesi e dopo tutto quello che è accaduto e sta accadendo nella striscia di Gaza, tra distruzione e il blocco degli aiuti umanitari che ha portato la popolazione civile allo stremo. La lista civica “Il Bene Comune”- si legge ancora – critica duramente il gesto, definendolo “gravissimo” e accusa il presidente di Confindustria Alto Adriatico, Michelangelo Agrusti, di aver preso una posizione esplicita a favore di uno Stato responsabile di crimini di guerra, occupazione militare e di un’azione genocidaria contro il popolo palestinese. Il Bene Comune non si limita a denunciare l’esposizione della bandiera, ma punta il dito anche contro le recenti dichiarazioni di Agrusti sui media locali. Il presidente di Confindustria ha infatti invitato al boicottaggio di Coop Consumatori, accusandola di antisemitismo mascherato, per aver rimosso prodotti israeliani dai propri scaffali, in segno di solidarietà con la Palestina”.

Ci chiediamo – vanno avanti i rappresentanti della lista di Sinistra – chi rappresenta davvero Confindustria Alto Adriatico. Tutti i suoi membri condividono questa posizione? Oppure esistono imprenditori e imprenditrici che, nel rispetto della libertà di pensiero e dei diritti umani, vogliono dissociarsi da questa deriva filosionista?”.
La lista civica ha quindi avanzato una serie di richieste urgenti.
“Per prima cosa – spiegano – chiediamo la rimozione immediata della bandiera israeliana dalla sede degli Industriali e contestualmente la condanna del genocidio in atto a Gaza e ribadiamo la necessità di aprire corridoi umanitari indipendenti, non controllati da Usa e Israele”.
La lista delle richieste prosegue con “l’applicazione delle risoluzioni Onu e delle sentenze dei tribunali internazionali, il blocco immediato dell’invio di armi a Israele e il ritiro dei coloni israeliani dai territori illegalmente occupati in Cisgiordania”.
“Non ci stancheremo mai di dirlo: stare in silenzio davanti all’ingiustizia – conclude nella nota il Bene comune – significa esserne complici. E oggi, più che mai, la Palestina ha bisogno della nostra voce”.

fonte: il Gazzettino

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