Francisco Goya ed il sonno della ragione

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Francisco Goya ed il sonno della ragione

Manuel M Buccarella

Francisco José de Goya y Lucientes (Fuendetodos, 30 marzo 1746 – Bordeaux, 16 aprile 1828) è considerato uno dei più grandi maestri dell’arte spagnola e una figura fondamentale nel passaggio dall’arte neoclassica al romanticismo.

La sua carriera artistica, caratterizzata da un’evoluzione stilistica profonda, ha attraversato uno dei periodi più tumultuosi della storia spagnola.Nato a Fuendetodos, in Aragona, Goya iniziò la sua carriera come apprendista presso il pittore José Luzán. Dopo un periodo di formazione in Italia, tornò in Spagna dove ottenne riconoscimenti che lo portarono a diventare pittore di corte sotto Carlo III e successivamente sotto Carlo IV.

I primi lavori di Goya mostravano un’inclinazione verso lo stile rococò e neoclassico, evidenti nei suoi disegni per l’arazzeria reale e nei ritratti aristocratici. La sua capacità di catturare la psicologia dei soggetti e il suo uso brillante del colore lo resero popolare tra la nobiltà spagnola.La vita di Goya cambiò drasticamente nel 1793 quando una grave malattia lo lasciò permanentemente sordo. Questo evento segnò l’inizio di un periodo più introspettivo e oscuro nella sua arte. Le sue opere iniziarono a riflettere una visione più personale e critica della società.

Le “Pinturas negras” (Pitture nere), realizzate sulle pareti della sua casa, la Quinta del Sordo, rappresentano forse l’espressione più drammatica e inquietante del suo genio artistico. Queste opere mostrano scene di stregoneria, violenza e visioni notturne che rivelano l’angoscia interiore dell’artista.

I “Caprichos”, una serie di 80 incisioni pubblicate nel 1799, rappresentano una feroce satira della società spagnola, criticando superstizione, corruzione e ignoranza. La famosa incisione “Il sonno della ragione genera mostri” è diventata simbolo dell’approccio di Goya verso l’illuminismo e la razionalità umana.

Durante l’invasione napoleonica della Spagna, Goya creò una delle sue opere più celebri, “Le fucilazioni del 3 maggio 1808”, che documenta con straordinaria potenza emotiva la brutalità della guerra. Questa opera è considerata uno dei primi esempi di arte politica moderna.

Negli ultimi anni della sua vita, in esilio volontario a Bordeaux, Goya continuò a sperimentare tecniche artistiche innovative, creando opere che anticiparono movimenti come l’espressionismo e il surrealismo.L’eredità di Goya è immensa. La sua capacità di rappresentare la condizione umana in tutte le sue sfaccettature – dalla gioia alla disperazione, dalla bellezza all’orrore – ha influenzato generazioni di artisti. La sua visione senza compromessi e la sua evoluzione stilistica lo rendono non solo un maestro dell’arte spagnola, ma una figura cruciale nella storia dell’arte occidentale.

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