“Gli americani combatteranno sempre per la libertà” — Manifesto americano della Seconda Guerra Mondiale, 1943. Disegnato da Bernard Perlin per l’Office of War Information. Fu esposto anche alla Union Station di Washington DC, marzo 1943. È il manifesto che proponiamo questa settimana dall’archivio di Propagandopolis, pagina social dedicata alla propaganda politica e militare contemporanea.
L’artista americano Bernard Perlin è stato un pittore, illustratore, corrispondente di guerra, le cui opere esprimevano con convinzione e coraggio gli orrori della Seconda Guerra Mondiale, le questioni di giustizia sociale e l’omosessualità. All’inizio della sua carriera, Perlin prestò il suo talento artistico alla creazione di propaganda e illustrazioni americane in tempo di guerra, per poi creare nel corso della sua vita un corpus di opere che gravitava dal realismo sociale al realismo magico, con soggetti vari come ricordi grafici del periodo bellico, sensuali nudi maschili, suggestive scene newyorkesi e opere implicite di critica sociale sulla difficile situazione delle minoranze e dei poveri. Condusse una vita che, nelle sue stesse parole, fu “un percorso diretto verso la creazione artistica e la ricerca di un legame umano”. Perlin iniziò a dipingere “quadri indipendenti” dopo il suo ritorno dal Cairo, sua base per vari incarichi durante la guerra.
Una delle opere più note di Perlin di questo periodo è la tempera “Orthodox Boys” del 1948. Dal 1948 al 1953 visse in Italia, sostenuto in parte da una borsa di studio Fulbright, dove iniziò per la prima volta a dipingere a olio. È morto nel 2014 a 95 anni.

