Il ministero dell’istruzione e del merito ha cancellato il corso di formazione online “La scuola non si arruola”, organizzato dal Centro Studi Trasformazioni Economico-Sociali e dall’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, per sensibilizzare i docenti sull’avanzata del militarismo nel Paese.
Nonostante l’alto numero di iscritti, il ministero ha deciso di revocare l’accreditamento in quanto non coerente con le finalità della formazione dei docenti.
Il convegno, a cui fino a poco fa i docenti potevano iscriversi regolarmente dalla piattaforma ministeriale Sofia, pensata per la loro formazione, organizzato nel giorno in cui, dall’anno scorso, in Italia si celebra la Giornata dell’unità nazionale e delle forze armate, aveva l’obiettivo di allargare anche alla scuola il dibattito sulla guerra, per evidenziare come oggi chi si fa portavoce di una cultura improntata sulla risoluzione pacifica dei conflitti si senta marginalizzato.
«Il Mim sta sostanzialmente dicendo che un corso che ha come oggetto un tema estremamente attuale come la guerra e se l’educazione debba essere educazione alla pace e al rifiuto delle armi come soluzione dei conflitti, non è oggetto di dibattito pedagogico, nonostante l’articolo 11 della Costituzione, per cui l’Italia ripudia la guerra», spiega, infatti, il Cestes in un comunicato diffuso subito dopo che l’accreditamento del convegno è stato ritirato.
«Riteniamo urgente questa prima comunicazione ma forniremo maggiori informazioni e approfondimenti successivamente in altre sedi», si legge ancora nel comunicato del Cestes, ente accreditato per la formazione presso il Ministero ma a cui sembra sia stata sospesa anche la possibilità di erogare altri corsi dopo questo annullamento.
Anche Alleanza Verdi e Sinistra fa sapere che intende presentare un’interrogazione parlamentare al ministro Giuseppe Valditara per fare luce sulle ragioni che avrebbero motivato l’annullamento del corso di formazione.
“Si tratta di una decisione gravissima che impedisce ai docenti di esercitare la libertà di formazione/aggiornamento e che, di fatto, rimette in discussione la stessa libertà di insegnamento, dice Mina Matteo dell’esecutivo nazionale di Cobas Scuola.”Vista la gravità della situazione, facciamo appello a docenti, studentesse e studenti, lavoratrici e lavoratori per rispondere a questo gravissimo attacco alla democrazia.Facciamo appello anche a tutte/i coloro che si stanno battendo contro il genocidio in Palestina, perché difendere la democrazia in Italia e contestare radicalmente il governo Meloni è decisivo per fermare guerre e devastazioni.In questo quadro – conclude la professoressa Matteo – l’Osservatorio ha deciso di mantenere l’appuntamento del 4 mattina (come partecipare ne discuteremo in assemblea) e di rafforzare i presidi e i cortei previsti in tante città per il 4 pomeriggio”.

