Manuel M Buccarella
“La nostra paura del peggio è più forte del nostro desiderio del meglio.”
“Non più una cultura che consoli nelle sofferenze, ma una cultura che protegga dalle sofferenze, che le combatta e le elimini.“
“Ma un libro non è soltanto “mio” o “tuo”, non rappresenta solo il “mio” contributo alla verità, il “mio” sforzo di ricerca della verità e la “mia” capacità di realizzazione letteraria. Un libro è un riflesso più o meno diretto, e più o meno contorto, più o meno alterato, della verità obbiettiva, e molto in un libro, anche all’insaputa dello scrittore, specie in un libro mancato, può essere verità rimasta grezza.“
Il 23 luglio 1908 nasceva a Siracusa Elio Vittorini, scrittore, traduttore, critico letterario e curatore editoriale.Siciliano, lasciò presto la terra natale per stabilirsi in Friuli, a Firenze e infine a Milano.
Iniziò a interessarsi di letteratura collaborando ad alcune riviste e con il quotidiano torinese La Stampa. Si schierò contro i vecchi stereotipi della tradizione e dalla parte dei nuovi modelli letterari del novecento, in particolare del neorealismo, di cui è considerato uno dei principali esponenti.
Dopo la Guerra civile spagnola, divenne un antifascista radicale ed entrò a far parte del Partito comunista collaborando con la Resistenza durante gli anni 40, per poi uscirne a seguito di dissapori con Togliatti e con la linea filostalinista da lui imposta.Scrittore impegnato, le sue opere comprendono novelle, diverse traduzioni, saggi e romanzi; si occupò di editoria collaborando con Einaudi.
Il suo lavoro più noto, “Conversazione in Sicilia”, scritto fra il 1938 e il 1939, è un’opera simbolica sul ritorno alle origini e la riscoperta di un mondo che deve essere recuperato a misura d’uomo. “Uomini e no” è altro fortunato romanzo, ispirato alla Resistenza. Inoltre “Piccola Borghesia”, “Nei morlacchi”. “Viaggio in Sardegna”, “Il garofano rosso”, “Operai, contadini”.
Da diverse sue opere sono stati fatti adattamenti cinematografici.Fu sposato anche con Rosa Maria Quasimodo, sorella di Salvatore. Il 12 febbraio 1966 moriva a Milano prematuramente, a soli 57 anni.

