Manuel M Buccarella
Il 12 novembre 1989 Achille Occhetto, segretario del Partito Comunista Italiano, si presentò a sorpresa a Bologna per partecipare alla commemorazione del 45° anniversario della battaglia partigiana della Bolognina, nel quartiere Navile. Quella domenica mattina avrebbe segnato per sempre la storia della sinistra italiana.
Solo tre giorni prima, il 9 novembre, era caduto il Muro di Berlino. Occhetto quella sera si trovava a Bruxelles e guardando in diretta televisiva gli eventi berlinesi con il leader laburista inglese Neil Kinnock, commentò: “Qui non crolla soltanto il comunismo, ma tutto il Novecento”. Il crollo del Muro rappresentò per Occhetto il segnale definitivo che l’ordine di Jalta era ormai tramontato.
Durante l’incontro con i partigiani, Occhetto pronunciò un discorso di appena sette minuti, parlando della necessità di “andare avanti con lo stesso coraggio della Resistenza” e di “non continuare su vecchie strade ma inventarne di nuove per unificare le forze di progresso”.
Quando un giornalista de l’Unità, Walter Dondi, gli chiese insistentemente se il PCI avrebbe cambiato nome, Occhetto rispose: “Tutto è possibile”. Quella frase diede il via a un processo che si concluse il 3 febbraio 1991 con lo scioglimento del Partito Comunista Italiano e la nascita del Partito Democratico della Sinistra. Il dibattito che ne seguì venne anche chiamato “dibattito sulla Cosa”, perché Occhetto affermò che “prima viene la cosa e poi il nome”. In tal modo Occhetto pensava di poter accogliere nella nuova creatura politica, sempre di sinistra, anche cattolici ed ambientalisti.
Alla mozione del segretario – personaggio politicamente mediocre – appoggiata da D’Alema, Fassino, Iotti, Reichlin, Mussi, Veltroni e Folena si opporrà il cosiddetto “Fronte del No”, capeggiato dal Armando Cossutta e sostenuto da Alessandro Natta, Aldo Tortorella, Pietro Ingrao, Sergio Garavini e Fausto Bertinotti.Nonostante le importanti opposizioni, il 3 febbraio 1991, con 807 voti favorevoli, 75 contrari e 49 astenuti, il Pci, fondato il 21 gennaio 1921, decreterà il proprio scioglimento al termine di un percorso avviato nel Comitato centrale del 20 novembre 1989.Nasce così il Partito Democratico della Sinistra (PDS), avente quale simbolo una quercia con alle radici il simbolo del vecchio partito. Diversi esponenti del “Fronte del No” andranno a costituire il Partito della Rifondazione Comunista.

