Mussolini, allora direttore dell’organo di stampa del partito “Avanti!”, venne espulso perché sosteneva l’intervento dell’Italia nella Prima Guerra Mondiale, andando contro la posizione di neutralità propugnata dal PSI. L’espulsione fu sancita da un’assemblea della sezione socialista di Milano, che ritenne violata la disciplina di partito da Mussolini, in particolare dopo la fondazione del suo nuovo quotidiano, “Il Popolo d’Italia”, che iniziò una campagna interventista.
Questo evento segnò una svolta fondamentale nella carriera politica di Mussolini, che da allora abbandonò il socialismo per abbracciare posizioni sempre più nazionaliste e interventiste.
