Lavinia Marchetti
qui l’articolo completo (lungo): https://laviniamarchetti.substack.com/p/cubagaza
Al di là delle dispute territoriali ed ideologiche, ciò che lega Gaza a Cuba è uno scenario simbolico di resistenza. Due popoli che stanno resistendo allo strapotere economico e militare di USA e Israele.
Su Gaza abbiamo scritto molto e la seguiamo quotidianamente perché un genocidio con complicità del paese in cui viviamo non ce lo saremmo aspettato. Anche se ormai siamo assuefatti alla conta dei morti e delle pratiche naziste quotidiane. Su Cuba invece, salvo poche eccezioni, è sceso un inquietante silenzio.
Eppure le acque del Mar dei Caraibi ospitano oggi il più imponente dispiegamento navale statunitense dal 1962. L’operazione Southern Spear, avviata nel settembre del precedente anno, ha trasformato l’area in un teatro di interdizione totale attraverso l’impiego della portaerei USS Gerald R. Ford e di stormi di cacciatorpediniere dotati di sistemi elettronici avanzati. Tale pressione ha trovato un momento di svolta radicale il 3 gennaio 2026, quando l’incursione denominata Absolute Resolve ha portato al rapimento di Nicolás Maduro e della moglie (a proposito, avete più letto niente in proposito? Strano vero…?) in Venezuela e al coinvolgimento diretto di personale cubano. Trentadue cittadini della Repubblica di Cuba hanno perso la vita durante i bombardamenti o nei combattimenti terrestri.
Possiamo, a buona ragione, parlare di assedio. Nel primo trimestre del 2026, le forze navali statunitensi hanno sequestrato cinque petroliere, sottraendo circa 7,3 milioni di barili di greggio destinati al fabbisogno interno. Questa carenza energetica impone blackout che nelle province rurali raggiungono le venti ore al giorno. Le centrali termoelettriche di Antonio Guiteras e Felton hanno smesso di funzionare a causa della mancanza di combustibile e della impossibilità di reperire pezzi di ricambio. Gli ospedali dipendono da generatori diesel la cui operatività resta precaria.
Il declino della sanità pubblica rappresenta l’aspetto più tragico della crisi attuale. La mancanza di farmaci essenziali supera la soglia del settanta per cento. All’interno dei reparti di oncologia pediatrica, le condizioni di degenza sono divenute intollerabili: «trentacinque bambini sottoposti a chemioterapia vomitano da ventotto a trenta volte al giorno perché il farmaco anti-nausea essenziale al loro trattamento non può essere reperito in nessuna parte del mondo» (The Panafrikanist, The longest siege: how the U.S. turned an economic blockade into a military stranglehold on Cuba, 2026). La disperazione spinge molti cittadini a rivolgersi al mercato nero per l’acquisto di medicinali. Spesso tali prodotti risultano contraffatti o privi di efficacia terapeutica, causando decessi che potrebbero essere evitati con una normale fornitura farmaceutica.
L’impatto demografico di questa asfissia appare senza precedenti nella storia dell’isola. Dal 2022 a oggi, circa due milioni e mezzo di persone hanno abbandonato il paese (da leggere l’ottima analisi https://www.avvenire.it/mondo/in-fuga-da-cuba-cosi-la-grande-crisi-svuota-lisola_104296 ). Questo esodo coinvolge in misura prevalente la popolazione giovane e le figure professionali qualificate. Il risultato è una nazione che si svuota, lasciando gli anziani a gestire la sopravvivenza in contesti urbani dove la raccolta dei rifiuti è sospesa e l’accesso all’acqua potabile scarseggia. All’Avana, circa il sessantacinque per cento dei residenti soffre la mancanza di un approvvigionamento idrico costante.
GAZA E CUBA
Se analizziamo le procedure dei conflitti asimmetrici, è facile vedere come i gazawi e i cubani si trovino ad affrontare l’applicazione di una politica di punizione collettiva. Tale strategia trasforma la sussistenza biologica in una variabile della pressione diplomatica. Il diritto internazionale appare sospeso in favore di un esercizio del potere che ha rimosso il limite della legalità. David Adler, appartenente all’Internazionale Progressista, ha esplicitato questo legame durante l’organizzazione di una missione navale di soccorso: «Ci prepariamo a navigare verso Cuba per lo stesso motivo con cui abbiamo viaggiato nella Sumud Global Flotilla a Gaza: rompere l’assedio e portare cibo e medicine» (David Adler, Una flottilla partirà verso Cuba per rompere l’embargo statunitense, L’Indipendente). La sovranità delle nazioni che scelgono percorsi autonomi viene negata mediante un assetto globale che garantisce un’ampia libertà di annientamento. Tale configurazione permette l’esistenza di una licenza di genocidio che colpisce chiunque rifiuti l’allineamento alle volontà imperiali.

