Le conclusioni di uno studio condotto dalla Fabi.
Secondo l’ultima analisi della Fabi nei primi tre mesi del 2023 sono stati bruciati ben 89,5 miliardi sui soli conti correnti. Oltre 61 miliardi i depositi in meno.
«La sfrenata corsa dei prezzi, i prestiti più onerosi e la perdita di potere di acquisto sono solo alcune delle maggiori conseguenze di un meccanismo economico perverso che mina il tesoretto degli italiani e continua a metterne a dura prova la capacità di risparmio», spiega la Fabi nella sua ultima analisi.
Secondo lo studio, già dai primi mesi del 2022, il carovita non solo ha invertito la tendenza al risparmio delle famiglie, pressoché prossima allo zero nei primi cinque mesi (in media pari allo 0,2% da gennaio a maggio) e con tassi di decrescita crescenti nel restante semestre, ma ha cominciato a erodere le riserve accumulate dal sistema produttivo italiano (per una percentuale pari all’1,4% ovvero 4,4 miliardi), privo ormai di risorse finanziarie da destinare agli investimenti.
In soli tre mesi, il decremento complessivo della liquidità sui depositi è stato pari a ben 50 miliardi spesi per coprire consumi e investimenti. Se si analizzano tutte le forme di giacenza sui conti bancari, la Fabi stima che sono oltre 61 miliardi i depositi totali «saccheggiati» dagli italiani a partire da dicembre 2021 fino ad arrivare a marzo di quest’anno, per fronteggiare i danni economici subiti da inflazione e ridotto potere di acquisto.
Il saldo complessivo di depositi e conti correnti a dicembre 2021 era di 2.076,8 miliardi di euro, contratto a 2.065,5 miliardi già a dicembre del 2022, per poi diminuire ulteriormente a 2.000 miliardi scarsi a fine marzo 2023.
Il saldo dei conti correnti scende di 61 miliardi
Le famiglie italiane vantavano depositi sui conti bancari per circa 1.163 miliardi di euro alla fine dell’anno 2021 e 1.174 miliardi di euro a dicembre 2022 mentre la liquidità in conto posseduta dalle imprese si attestava a pressoché 428 miliardi di euro a fine anno 2022 e a 423 miliardi di euro lo scorso dicembre. In soli tre mesi, il decremento complessivo della liquidità sui depositi è stato pari a ben 50 miliardi spesi per coprire consumi e investimenti.

In tre mesi bruciati 90 miliardi sui conti correnti
L’allarme rosso sui risparmi degli italiani si affaccia, infatti, con maggiore vigore, alla fine del primo trimestre del 2023 quando risulta evidente che la difficoltà economica far fronte al carovita con la propria capacità reddituale continua ad erodere pesantemente la liquidità del sistema. Complessivamente, per tutto il sistema di risparmiatori in soli tre mesi sono stati bruciati ben 89,5 miliardi sui soli conti correnti, quasi 5 volte quanto attinto dalle riserve degli italiani nei dodici mesi precedenti (ovvero 21,9 miliardi di euro). A marzo 2023, il saldo della liquidità corrente ammonta a 1.368 miliardi di euro, contro i 1.458 miliardi di euro a fine 2022.
