ma.bu.
L’arte si sa, dona agli artisti, ai grandi, l’immortalità o comunque una dimensione sovratemporale, che va oltre il momento della dipartita.
In questi giorni, complice anche l’afa estiva, le emittenti radiofoniche ripropongono un successo “a tema” del 1982: “Un’estate al mare”. Il brano, che stazionò ai vertici delle classifiche italiane per diversi mesi, fu scritto per la cantante palermitana dal maestro anch’egli siciliano – etneo per la precisione – Franco Battiato. Un brano facile da ricordare, più musica leggera che altro, nonostante le inclinazioni più originali sia dell’interprete che dell’autore.
Il testo parla di una prostituta che sogna una vacanza al mare e una pausa dalle difficoltà della sua vita (“nelle sere quando c’era freddo si bruciavano le gomme di automobili…”).Con questo brano Giuni Russo offre prova della sua notevole estensione vocale, spaziando dai toni bassi fino all’imitazione del verso dei gabbiani mediante l’emissione di note acutissime. In due parti del brano, inoltre, è sempre Battiato a cantare come seconda voce.Con Battiato lavorerà a lungo, praticamente fino alla morte, che sopraggiungerà nel 2004 a soli 53 anni a causa di un tumore.
