Crocifisso Aloisi
(ambientalista e meridionalista)
Ho come l’impressione che sia partita l’ennesima campagna denigratoria ai danni di un’altra precisa categoria: i gestori dei lidi.
Premesso che sono favorevolissimo ad una regolamentazione dell’intero settore perché questi signori devono comprendere che lo spazio pubblico che gestiscono NON È DI LORO proprietà; premesso che ci sono casi di gestione che meriterebbero la revoca immediata della concessione con richiesta anche di risarcimento danni.
Premesso ciò, credo sia più che sospetta l’azione denigratoria che i media stanno portando avanti per colpire l’intera categoria, prendendo spunto da quello che afferma con estrema leggerezza questa o quell’altra associazione di consumatori: non si può lanciare un allarme con tanto di titolone “una vacanza in Salento può arrivare a costare anche 400/500 euro al giorno” senza specificare bene alcuni parametri, come ad esempio:
1 il costo complessivo è riferito ad una famiglia di 4 persone;
2 comprende servizi al lido, pranzo e pernottamento in B&B;
3 occorre specificare DOVE si offrono questi servizi con questi prezzi, quindi tipo di lido, tipo di menù e qualità del B&B
Dunque 400 / 4 = 100 euro a persona che comprende lido, pranzo e pernottamento in piena stagione estiva (in montagna sulle Alpi , dolomiti ecc. in piena stagione invernale quanto costerebbero questi servizi ?) . Può essere accettabile o anche eccessivo, dipende appunto dalla location e dal tipo di servizio. Che però non vengono specificati, appunto.
Sicuramente non giustifica questo attacco concentrico e coordinato all’intera categoria che, ricordiamolo, dà anche tanto lavoro ai nostri ragazzi che in questo modo iniziano a comprendere il significato del lavoro e il valore dei soldi lavorati, crearsi una piccola disponibilità in denaro per le proprie esigenze anche nei mesi invernali.
La mia esperienza di cittadino non passivo, che ne ha viste davvero tante, ma tante tante, mi porta a pensare che ogniqualvolta che i media partono simultaneamente e coordinati contro una preda da colpire (partendo da input apparentemente al di sopra delle parti, tipo una associazione di consumatori o altro, che lo fanno anche loro in modo molto sospetto visto che tralasciano importanti dettagli nella loro accusa), allora l’operazione mediatica diventa molto sospetta.
In questo caso il pensiero corre immediatamente alla Bolkestein e non posso non pensare che qualcuno stia già ‘preparando’ l’opinione pubblica per applicare questa direttiva UE che potrebbe regalare km e km di spiagge a qualche multinazionale. Ed allora si che ne vedremmo delle belle altro che “uhe Francè, ci sta n’ombrellone e nu paru te lettini ?” oppure il mitico “Franco al bar !” nel lido a sud di Gallipoli.
Perché ogniqualvolta qualcuno afferma che la liberalizzazione delle concessioni porterebbe ad un abbassamento delle tariffe e ad una migliore qualità dei servizi è spesso accaduto l’esatto contrario: tariffe uguali o peggiori e servizi migliori a volte, uguali spesso, peggiori anche. Quando la proprietà di decine di lidi sono dello stesso soggetto le tariffe e relativi servizi possono anche essere esercitati in regime di monopolio..ma questo non viene detto..
E stupisce molto il fatto che chi riveste ruoli politici importanti non sia ancora intervenuto per difendere un intero territorio visto che, accanto al titolone scritto precedentemente, spesso compare anche questo a corredo “turisti via dal Salento, meglio la Grecia”..
In foto un tratto della costa ionico salentina, la Montagna spaccata vista da Lido conchiglie
