Compie 81 anni una delle persone più pericolose al mondo: Joe Biden

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Compie 81 anni una delle persone più pericolose al mondo: Joe Biden WASHINGTON, DC - JANUARY 10: In this handout from the White House, U.S. Vice President Joe Biden poses for an official portrait in his West Wing Office at the White House January 10, 2013 in Washigton, DC. (Photo by David Lienemann/The White House via Getty Images)

Manuel M Buccarella

Compie 81 anni oggi uno degli uomini più pericolosi del pianeta, il presidente degli Stati Uniti Joe Biden. Uomo che oltre ad essere pericoloso ha una precaria salute psicofisica, soprattutto neurologica, aggravata dall’ età e dalla circostanza che l’ anno prossimo, ad 82 anni suonati, vorrebbe continuare ad essere, per il secondo mandato di seguito, presidente della maggiore(?) superpotenza mondiale.

Ma perché il presidente Biden è così pericoloso per il mondo? Semplice: primo perché è presidente degli Stati Uniti e paese guida indiscusso, quasi dittatoriale, della Nato, secondo perché Biden è sostanzialmente un bellicista. Basti guardare quanto speso per l’ Ucraina: 69 miliardi di dollari al 31 luglio, un numero senza precedenti. Biden e gli alleati Nato/Ue non intervengono però per garantire la democrazia a Kiev. Kiev non è una democrazia infatti. La chiusura di emittenti non gradite al governo di Zelensky già prima del 2022, come anche la messa al bando di diversi partiti di opposizione, la persecuzione nei confronti delle popolazioni del Donbass, il sostegno dato e ricevuto a e da formazioni politicamente a dir poco discutibili, di estrema destra se non anche neonaziste, collocano l’ Ucraina ben lontano dal consesso delle nazioni democratiche. Biden il piedino in Ucraina ce l’ aveva già nel 2014, con la cacciata di Yanukovich ed Euromaidan quando, come vice di Obama, fece la sua parte per ottenere a Kiev un cambio di guardia con un governo filoamericano, piazzando tra l’ altro il figlio in una società energetica, Burisma, in cambio di uno stipendio di 600mila dollari annui.

La scusa della tutela delle democrazie porta Biden a cercare lo scontro con la Cina a proposito di Taiwan che, per il diritto internazionale non è uno stato sovrano, bensì un territorio cinese. Infine nella crisi mediorientale, sostiene la causa israeliana, pur con qualche distinguo, schierando le sue supernavi in Mediterraneo per proteggere l’amico di Tel Aviv da un eventuale attacco iraniano.

Sullo sfondo di queste azioni ovviamente lo strapotere dell’ industria delle armi, che trae massimo vantaggio da tale esasperato bellicismo. Nel frattempo però nella sua meravigliosa democrazia la gente senza mezzi continua a morire di non sanità, si vendono armi a ragazzini psicotici, si nega la libertà e la verità a Julian Assange, e si rischia il fallimento delle finanze pubbliche. I soldi e tanti per le armi però ci sono sempre.

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