Sono passati 17 anni da quel tragico 6 dicembre 2007, in cui otto operai furono coinvolti in un’esplosione all’acciaieria ThyssenKrupp di Torino, che causò la morte di sette di loro.
Un “grido di dolore e rabbia” è risuonato alla commemorazione, che come ogni anno si è tenuta questa mattina al memoriale delle vittime al cimitero Monumentale di Torino. Le vittime sono Antonio Schiavone, 36 anni, deceduto il 6 dicembre 2007, nel luogo dell’incidente; Roberto Scola, 32 anni, Angelo Laurino, 43 anni, Bruno Santino, 26 anni, deceduti il 7 dicembre 2007; Rocco Marzo, 54 anni, deceduto il 16 dicembre 2007; Rosario Rodinò, 26 anni, deceduto il 19 dicembre 2007; Giuseppe Demasi, 26 anni, deceduto il 30 dicembre 2007.
«Le condanne ci sono state ma non sono mai state eseguite. Se le morti sul lavoro non si fermano è anche perché la giustizia non funziona».
Il 15 aprile 2011 la Corte d’assise di Torino, sezione seconda, ha confermato i capi d’imputazione a carico di Herald Espenhahn, amministratore delegato della ThyssenKrupp Acciai Speciali Terni, condannandolo a 16 anni e 6 mesi di reclusione. Altri cinque manager dell’azienda (Marco Pucci, Gerald Priegnitz, Daniele Moroni, Raffaele Salerno e Cosimo Cafueri) sono stati condannati a pene che vanno da 13 anni e 6 mesi a 10 anni e 10 mesi.Il 28 febbraio 2013 la Corte d’assise d’appello modifica il giudizio di primo grado, non riconoscendo l’omicidio volontario, ma l’omicidio colposo, riducendo le pene ai manager dell’azienda: 10 anni a Herald Espenhahn, 7 anni per Gerald Priegnitz e Marco Pucci, 8 anni per Raffaele Salerno e Cosimo Cafueri, 9 per Daniele Moroni.
Nella notte del 24 aprile 2014 la Suprema Corte di Cassazione ha confermato le colpe dei sei imputati e dell’azienda, ma ha ordinato un nuovo processo d’appello per ridefinire le pene. Queste non potranno aumentare rispetto a quelle definite nel 2013.La Corte d’Appello di Torino ha così ridefinito le pene il 29 maggio 2015: 9 anni ed 8 mesi a Espenhahn, 7 anni e 6 mesi a Moroni, 7 anni e 2 mesi a Salerno, 6 anni e 8 mesi a Cafueri, 6 anni e 3 mesi a Pucci e Priegnitz.Il 13 maggio 2016 la Cassazione ha confermato tutte le condanne ridefinite in Appello.
