Il 24 gennaio 1920 scompariva prematuramente a Parigi Amedeo Clemente Modigliani, noto anche come Modì e Dedo (Livorno, 12 luglio 1884 – Parigi, 24 gennaio 1920). La morte fu dovuta ad una meningite tubercolosa. Il giorno dopo la moglie, già madre, si diede la morte gettandosi dal quarto piano.
Pittore e scultore italiano, è rimasto celebre per i suoi sensuali nudi femminili e per i ritratti caratterizzati da volti stilizzati, colli affusolati e sguardo spesso assente. È spesso ritenuto artista bohemien. Modigliani sviluppò uno stile unico, l’originalità di un genio creativo, che era contemporaneo del movimento artistico dei cubisti, ma di cui non fece mai parte. Modigliani è famoso per il suo lavoro rapido: si dice che completasse un ritratto in una o due sedute. Una volta terminati, non ritoccava mai i suoi dipinti. Tutti coloro che avevano posato per lui dissero che essere ritratti da Modigliani era come “farsi spogliare l’anima”.
Modigliani si era inizialmente pensato come scultore più che come pittore e iniziò a scolpire seriamente dopo che Paul Guillaume, un giovane e ambizioso mercante d’arte, s’interessò al suo lavoro sulla scultura nera e lo presentò a Constantin Brâncuși e poco dopo a Picasso. Alla fine Modigliani decise di dedicarsi in prevalenza alla pittura.
Si dedicò molto ai nudi, anche, e tra gli incontri più significativi che determinarono importanti sviluppi nell’excursus artistico di Modí, vi fu quello con la prostituta Elvira “La Quique”.
Nel nudo che vediamo invece, la donna raffigurata è la compagna Jeanne Hébuterne, che funge da modella. La donna, occhi e capelli neri, giace languidamente sui cuscini con le braccia sollevate e la peluria delle ascelle e del pube in vista.
