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Seconda puntata della miniserie dedicata al Festival di Sanremo. con Brunori sas.
Dario Brunori, in arte Brunori sas, è un cantautore, compositore e polistrumentista cosentino, classe 1977. Ci ha deliziato al Festival di Sanremo conclusosi sabato scorso con il brano “L’albero delle noci”, classificatosi con merito al terzo posto (e forse meritava anche qualcosa di più ndr). Si tratta di un brano intenso e poetico, capace di toccare corde profonde con una delicatezza disarmante.
Con il suo stile cantautorale inconfondibile, Brunori dipinge un affresco familiare intimo e malinconico, trasformando una storia personale in un racconto universale. E che la famiglia costituisca uno sfondo quasi naturale per le liriche del cantautore calabrese lo dice anche il nome d’arte prescelto: Brunori sas è infatti un omaggio all’impresa edile dei suoi genitori, che ha lo stesso nome e che ha coperto le spese di realizzazione di diverse incisioni, nonché luogo d’ispirazione per molti dei brani contenuti nel suo primo album.
Il brano è dedicato alla figlia Fiammetta, nata nel 2021, e descrive come la sua nascita gli abbia cambiato la vita.
“L’albero delle noci sta davanti casa mia. Lo osservo sempre quando mi frulla qualcosa in testa, anche perché da anni sono convinto che sia lui a suggerirmi le canzoni che scrivo”, ha ammesso l’artista.
Il testo esprime la gioia per la paternità, per la nascita di una figlia, assieme alla natura dirompente dei sentimenti. L’immagine dell’albero delle noci diventa un simbolo di radici, di eredità affettiva e di quella saggezza semplice che si tramanda di generazione in generazione.
Bellissimo, anche sotto il profilo melodico, il ritornello: “Vorrei cambiare la voce/Vorrei cantare senza parole/Senza mentire/Per paura di farti soffrire/Vorrei cantarti l’amore, amore/La notte che arriva nel giorno che muore”
Brunori Sas dimostra ancora una volta la sua capacità di raccontare la vita con parole semplici ma potenti, trasformando ogni canzone in un piccolo capolavoro emozionale. Belli, semplici come toccanti gli arrangiamenti, con una chitarra acustica dolcemente presente e talvolta dominante.

