Manuel M Buccarella
L’11 aprile 1977 moriva ad Omonville-la-Petite a causa di un tumore ai polmoni il grande poeta e sceneggiatore francese Jacques Prévert. Era nato il 4 febbraio 1900 a Neuilly – sur – Seine.
Prévert nasce in una famiglia borghese che attraversa non poche difficoltà finanziarie, dopo che il padre perde l’impiego come assicuratore. La famiglia si trasferirà a Parigi, dove il padre dovrà accontentarsi di un umile lavoro come impiegato nell’Ufficio delle opere di beneficenza. Prévert padre era anche un letterato e ciò condizionò positivamente, sin dall’adolescenza, gli interessi di Jacques.
Prévert ha abbracciato, perlomeno agli inizi, il surrealismo. La sua opera maggiore, realizzata nel 1946, fu Paroles, una raccolta di poesie.
“Prévert passa nella sua poesia dal gioco attento dell’intelligenza al controllo della sensibilità, dall’uso scanzonato dell’ironia a una semplicità di espressione che a volte, a un lettore superficiale, può sembrare sfiorare la banalità. Egli partecipa in modo sentimentale ai climi poetici affrontati ma anche con rigorosa obbedienza a un simbolismo di alta scuola francese, sempre alla ricerca di un ritmo che non si discosta mai dal linguaggio comune. La poesia prevertiana è di una facilità pericolosa perché ricca di ritmi interni, di giochi di parole, di calembour, di diverse situazioni psicologiche che sono lo specchio di questo grande poeta francese” (Wikipedia)
Una poesia di Jacques Prévert
Barbara
Ricordati Barbara
Pioveva senza sosta quel giorno su Brest
E tu camminavi sorridente
Serena rapita grondante
Sotto la pioggia
Ricordati Barbara
Come pioveva su Brest
E io ti ho incontrata a rue de Siam
Tu sorridevi
Ed anch’io sorridevo
Ricordati Barbara
Tu che io non conoscevo
Tu che non mi conoscevi
Ricordati
Ricordati quel giorno ad ogni costo
Non lo dimenticare
Un uomo s’era rifugiato sotto un portico
E ha gridato il tuo nome
Barbara
E sei corsa verso di lui sotto la pioggia
Grondante rapita rasserenata
E ti sei gettata tra le sue braccia
Ricordati questo Barbara
E non mi rimproverare di darti del tu
Io dico tu a tutti quelli che amo
Anche se una sola volta li ho veduti
Io dico tu a tutti quelli che si amano
Anche se non li conosco
Ricordati Barbara
Non dimenticare
Questa pioggia buona e felice
Sul tuo volto felice
Su questa città felice
Questa pioggia sul mare
Sull’arsenale
Sul battello d’Ouessant
Oh Barbara
Che coglionata la guerra
Che ne è di te ora
Sotto questa pioggia di ferro
Di fuoco d’acciaio di sangue
E l’uomo che ti stringeva tra le braccia
Amorosamente
E’ morto disperso o è ancora vivo
Oh Barbara
Piove senza sosta su Brest
Come pioveva allora
Ma non è più la stessa cosa e tutto è crollato
È una pioggia di lutti terribili e desolata
Non c’è nemmeno più la tempesta
Di ferro d’acciaio e di sangue
Soltanto di nuvole
Che crepano come cani
Come i cani che spariscono
Sul filo dell’acqua a Brest
E vanno ad imputridire lontano
Lontano molto lontano da Brest
Dove non vi è più nulla
